TLC

27 giugno 2014 | 11:54

Telco si fa in quattro e va in pensione con una perdita di 952 milioni di euro

(ANSA) Telco archivia l’ultimo bilancio della sua non lunga storia con una maxi-perdita di 952,5 milioni e va in pensione, dopo sette anni di servizio, facendosi in quattro. Con la scissione parziale, approvata all’unanimità dal Cda della holding che ha in mano il 22,4% di Telecom, le azioni del gruppo telefonico vengono assegnate, per la quota di competenza, a società di nuova costituzione controllate ciascuna da ognuno dei quattro soci. La spagnola Telefonica diventa così il primo azionista col 14,77% del gruppo di tlc, sempre più vicino al modello di public company, mentre a Generali andrà il 4,32% e a Mediobanca e Intesa l’1,64% a testa. Alle newco verrà assegnato pro-quota, accanto ai pacchetti di azioni Telecom, anche un nuovo finanziamento soci. I quattro mettono infatti ancora mano al portafoglio per complessivi 2.480 milioni così da consentire a Telco di rimborsare il prestito obbligazionario sottoscritto dagli stessi azionisti per 1.750 milioni (più 70 milioni di interessi) e il finanziamento bancario da 660 milioni. Il fatto che quest’ultimo sia dovuto da Telco a Intesa, Mediobanca e in piccola parte a Socgen, e non anche agli altri azionisti della holding, spiega perché si sia dovuto mettere in pista un nuovo finanziamento soci piuttosto che ripartire semplicemente i debiti esistenti, per la parte di competenza, tra le quattro newco. La scissione varata dal board riunito a Milano in Piazzetta Cuccia, dopo le disdette arrivate dieci giorni fa da Mediobanca, Intesa e Generali, aspetta ora, per esser perfezionata, il via libera dalle autorità. In ballo ci sono le brasiliane Cade e Anatel e l’antitrust argentina Cndc, già intervenute per limitare la presenza ingombrante di Telefonica su questi mercati, e dall’Ivass. Dopodiché la holding non chiuderà subito i battenti e rimarrà in vita, prima di finire in liquidazione, per gestire le attività e passività residue in bilancio. Riguardo poi la bilancio chiuso a fine aprile, a mandare ancora una volta in profondo rosso i conti di Telco sono stati oneri finanziari per 120,3 milioni e rettifiche di valore sulle azioni Telecom per 830,5 milioni, legate per 498,9 milioni dall’allineamento del valore di carico a quello di borsa del 30 aprile scorso (0,92 per azione) e per 331,6 milioni a una svalutazione effettuata durante l’ esercizio. L’assemblea di Telco, convocata il 9 luglio, avrà da approvare anche l’abbattimento del capitale. Intanto il Cda di Telecom, riunito a Roma, ha cancellato dallo statuto la golden share: ora vale la nuova disciplina sul golden power, che regola le prerogative dello Stato nel settore considerato strategico delle comunicazioni, entrata in vigore lo scorso 7 giugno. Esaminato anche ”l’avanzamento gestionale del mese di maggio” e avviato il piano di stock option 2014-2016. Il board ha poi valutato che Giuseppe Recchi è da considerare presidente esecutivo di Telecom. (ANSA, 26 giugno 2014)