30 giugno 2014 | 10:30

Rai-Floris, c’è l’accordo. Ballarò si allunga di un’ora più una striscia quotidiana

(Repubblica.it) ”Alè”, Giovanni Floris continuerà a salutare a suo modo i suoi telespettatori anche in autunno dallo studio di Ballarò , proprio quello dove si scontrò con il premier Matteo Renzi sul taglio di 150 milioni di euro alla Rai (13 maggio). Floris sta per firmare il rinnovo del contratto per i prossimi due anni. «È questione di ore. La trattativa è in corso, non posso dire altro», spiegava ieri al telefono il manager Beppe Caschetto. Floris alla fine avrebbe vinto il suo braccio di ferro: il dg Luigi Gubitosi gli darebbe insieme alla conduzione di Ballarò (sempre il martedì sera, allungato di circa un’ora), anche la tanto desiderata “striscia quotidiana di 10 minuti”, come riporta il sito Dagospia. Non ci sono notizie certe sul cachet. Ma dalla Rai filtra una prima indiscrezione: il compenso sarebbe stato ritoccato al rialzo, di poco (da 550 a 600 mila euro l’anno) tenuto conto che il giornalista dovrà aprire una “finestra” informativa quotidiana.
Il direttore di RaiTre, Andrea Vianello, ieri ha fatto capire che si era sulla dirittura di arrivo, anche se dei tasselli andavano messi a posto: «La trattativa è ancora in corso». Prudenza d’obbligo, perché sulla Rai soffia forte il vento della spending review renziana, e il direttore generale Luigi Gubitosi non può certo andare contro l’editore di riferimento. Resta evasivo sull’ingaggio di Floris: «Commenteremo quando la trattativa sarà chiusa».
Ma dalla squadra di Ballarò c’è chi giura che non si è trattato di un problema di soldi. Tanto è vero che dalla Sipra (la concessionaria di pubblicità Rai) arriva conferma che l’agente di Floris abbia proposto un ingaggio a costo zero per il suo assistito. «Neanche un euro per cominciare, ma dall’anno seguente un compenso legato alla percentuale di ascolti realizzati e alle inserzioni pubblicitarie ottenute ». Una via non facile da praticare nel servizio pubblico, che avrebbe potuto creare pericolosi precedenti. Una formula invece già praticata a La7 da Urbano Cairo, applicata “felicemente” con l’ingaggio di Enrico Mentana alla direzione del Tg di La7: scommise sullo share in crescita, moltiplicò gli ascolti del Tg nel giro di pochi mesi, il suo cachet crebbe in proporzione. Così, dopo aver respinto l’offerta davvero golosa di Mediaset (Floris è molto stimato da Piersilvio Berlusconi, ma a lui Canale 5 non calzava affatto), il giornalista avrebbe ascoltato la sirena di Cairo, ma considerando la visibilità della rete e i budget ristretti (a La 7 i tagli sono stati feroci: avrebbe avuto i mezzi per una redazione alla Ballarò ?). Così, Giovanni Floris è tornato sui suoi passi. Ha continuato a far lavorare dietro le quinte uno dei più astuti manager della tv italiana (nella scuderia di Caschetto c’è anche Fabio Fazio), poco alla volta ha ricucito con Andrea Vianello. Ma da Viale Mazzini avvertono: «Niente più battibecchi con Renzi».

Fonte: Repubblica.it