Editoria

02 luglio 2014 | 10:30

Puntoeacapo esce dalla Fnsi per protesta contro gli accordi. Siddi replica: “Il contratto non è per la casta”

(ANSA) “E’ una Federazione della Stampa che non rappresenta più i giornalisti. Riunisce una parte marginale della categoria, ma si arroga il diritto di scegliere per tutti”. Inizia così il documento approvato dall’assemblea di Puntoeacapo, la componente sindacale che ha deciso all’unanimità di uscire dalla Fnsi in segno di protesta per gli accordi contrattuali siglati alla fine di giugno. “Con il contratto del 2009 – prosegue il documento – la Fnsi ha messo in ginocchio l’Inpgi e la Casagit, provocando l’attuale disastro previdenziale e sanitario della categoria. E’ una Federazione che nega la democrazia, perché basa le sue maggioranze su un sistema federale che non garantisce adeguata corrispondenza tra numero di elettori e rappresentanza effettiva. L’ultimo colpo, per noi quello insopportabile, è oggi la firma di un accordo che annulla una serie fondamentali di garanzie conquistate con decenni di lotta e trattativa”. “Puntoeacapo vuole continuare ad essere un riferimento per i giornalisti – prosegue il documento -. Aderisce alle manifestazioni del 5 e dell’8 luglio per essere al fianco dei colleghi che vogliono proteggere il futuro della professione. Organizzerà nel rispetto delle leggi e della Costituzione i ricorsi alla magistratura contro il nuovo contratto e aiuterà i colleghi a realizzare convenzioni con studi legali. Esigeremo che si tenga un vero referendum preventivo sul contratto, allargato alle redazioni e a tutti i luoghi di incontro dei giornalisti. Resterà movimento d’opinione e gruppo di pressione dentro e fuori gli enti e le istituzioni di categoria, dall’Ordine dei giornalisti all’Inpgi, alla Casagit, garantendo come facciamo da anni rispetto della legalità e trasparenza”.

 

”Che ci siano persone che pensano che possano essere perpetuati per i giornalisti privilegi da casta lascia stupiti. Solo questo si puo’ dire leggendo la nota della componente Puntoeacapo”. A dirlo, è il segretario della Fnsi Franco Siddi. ”Il sindacato fa opera di inclusione, da sempre, e anche stavolta e’ stato così – aggiunge -, affermare il contrario è non riconoscere e non dire la verit. Non sono state annullate garanzie ma allargati diritti per chi ha perso il lavoro, per chi oggi non riesce a rientrare, per chi aspira a vedere trasformato da indipendente in subordinato il proprio contratto, per il praticantato dei giovani fino a 29 anni di nuovo nelle aziende e non mendicando riconoscimenti d’ufficio o cercando scuole a pagamento. E infine introducendo regole contrattuali vere accanto a minimi di pagamento certo per i collaboratori”. ”Primi passi, punti di partenza – continua Siddi – di una lotta che continua. Coloro che oggi dicono di lasciare la Fnsi sono gli stessi che al congresso di Bergamo si schierarono in minoranza e all’opposizione. In quattro anni sono riusciti ad esprimersi solo con questo colpo per dare una segno di vita, se questo e’ il nuovo…Il contratto è un punto fermo, per la categoria tutta non per pochi privilegiati”.

(ANSA, 1 luglio 2014)