Comunicazione, Editoria

08 luglio 2014 | 12:55

La Turchia deve risarcire i giornalisti imprigionati nel 2011: per la Corte europea ha violato i diritti umani

(TMNews)  Per la Corte europea per i diritti umani (Echr) i giudici che hanno ordinato nel 2011 l’arresto dei giornalisti Ahmet Sik e Nedim Sener hanno violato “il diritto a un processo equo e alla libera espressione delle proprie idee”.
Secondo la corte, che ha inoltre condannato la Turchia a pagare un risarcimento di 30 mila euro agli imputati, Sik e Sener, arrestati nel 2011 per aver scritto un libro sulla crescente influenza della confraternita musulmana guidata da Fethullah Gulen nella polizia, sono rimasti in carcere in attesa del processo per oltre un anno “senza che ci fossero prove sufficienti contro di loro”.
Sik e Sener sono stati scarcerati nel marzo del 2012, ma il processo a loro carico continua.
Secondo gli inquirenti la pubblicazione del libro, intitolato “L’esercito dell’Imam”, alla vigilia delle elezioni politiche del 2011 faceva parte di un piano per rovesciare il governo islamico-moderato guidato da Recep Tayyip Erdogan.
“Questa decisione mostra che un libro non è una bomba come aveva detto il premier e che il giornalismo non è terrorismo” ha detto Sik dopo la sentenza della corte europea, ricordando le dichiarazioni del premier Erdogan seguite all’arresto dei giornalisti, riporta il quotidiano turco Hurriyet sulla sua pagina web.
Sik e Sener sono diventati, dopo il loro arresto, un simbolo sia in Turchia che all’estero per le organizzazioni internazionali a difesa della libertà di stampa come Reporter senza frontiere e il Comitato per la difesa dei giornalisti (Cpj) che ne hanno chiesto più volte la liberazione e criticano da anni il governo turco per l’alto numero di giornalisti in carcere e gli attacchi alla libertà di stampa. (TMNews 8 luglio 2014)