New media, TLC

09 luglio 2014 | 12:00

“Con l’agenda digitale un punto di Pil all’anno”, dice il presidente di Confindustria Digitale

(ANSA) Con l’attuazione dell’Agenda digitale “c’è in gioco un punto di Pil all’anno e la competitività di tutto il sistema paese”, per questo “non basta indicare l’elenco di ciò che serve. Bisogna passare alla fase operativa, con l’impegno della classe dirigente, pubblica e privata”. Lo dice Elio Catania, presidente di Confindustria digitale in un’intervista al Sole 24 Ore su Digital Venice. “Ormai – spiega – l’equazione più investimenti in innovazione digitale, più produttività, più competitività e quindi più crescita è un fatto assodato. Siamo difronte alla sfida di una trasformazione epocale di modelli amministrativi, istituzionali, politici e di business”. Quindi, osserva, “serve uno scatto in avanti. Solo il 5% delle aziende italiane vende on line, contro il 14% della media europea. Nella Pa solo il 21% dei rapporti con i cittadini avviene attraverso la rete, contro il 41% europeo”. E questo, dice, “è bassa competitività di sistema: vuol dire aziende che crescono di meno e una Pa non efficiente. I nostri investi menti sono 25 miliardi di euro in meno all’anno rispetto alla media europea, arriviamo al 4% rispetto al Pil contro il 6% Ue”. Le risorse, secondo Catania, potrebbero essere recuparate da “i fondi strutturali europei, ma per questo occorre che la parte di cofinanziamento italiana non venga conteggiata nel patto di stabilità”. (ANSA, 9 luglio 2014)

Elio Catania (foto Olycom)

Elio Catania (foto Olycom)