Comunicazione, Editoria

09 luglio 2014 | 14:44

“Non si puo’ trasformare l’informazione in una fiera del voyerismo”: così il Garante della Privacy sul caso delle ‘baby squillo’

(ASCA) ”Per l’ennesima volta un caso di cronaca che vede coinvolte minorenni diventa lo spunto per una spettacolarizzazione morbosa di vicende giudiziarie. Non si puo’ trasformare l’informazione in una fiera del voyerismo. Il Garante stigmatizza con forza il comportamento di alcune testate che oggi, nel dar conto del caso delle minorenni romane raggirate da un fotografo di moda, hanno riportato dettagli e particolari eccessivi (soprattutto di natura sessuale), ampi brani di intercettazioni o sollecitato dichiarazioni delle ragazze coinvolte”. Lo scrive in una nota il Garante della Privacy commentando gli articoli stampa sui nuovi sviluppi della vicenda delle ”baby squillo” a Roma. ”Il Garante – prosegue il comunicato – richiama, dunque, tutti i media e i siti web al piu’ rigoroso rispetto dei principi sanciti dalla Carta di Treviso e dal Codice deontologico dei giornalisti. Pur nel legittimo esercizio del diritto di cronaca su fatti di rilevante interesse pubblico, gli organi di informazione devono astenersi dal riportare dettagli e dati personali che possano rendere in qualunque modo identificabili i minori, evitando ogni forma di accanimento giornalistico, cosi’ come di soffermarsi su particolari superflui che non aggiungono nulla alla conoscenza dei fatti, ma che appaiono rivolti solo a sollecitare la curiosita’ dei lettori”. ”Il rispetto delle garanzie poste a tutela dei minori riguarda anche il dovere di astenersi dal pubblicare stralci di atti processuali la cui diffusione potrebbe, tra l’altro, pregiudicarne la dignita’. Il diritto del minore alla riservatezza, specie quando e’ persona offesa, deve essere sempre considerato come primario rispetto al pur doveroso diritto di cronaca. Il Garante ha aperto un’istruttoria sul caso e si riserva di adottare provvedimenti nei confronti delle diverse testate che abbiano violato i principi sopra richiamati, a partire da quelli della liceita’ e della essenzialita’ dell’informazione”, conclude il Garante della Privacy.(Asca, 9 luglio 2014)

Antonello Soro (foto-Olycom)

Antonello Soro (foto-Olycom)