Comunicazione, Televisione

09 luglio 2014 | 15:01

Il prelievo forzoso di 150 mln crea un pericoloso precedente. Lo dice Luigi De Siervo, presidente di Adrai

(AGI)  Il “prelievo forzoso” di 150 milioni di euro da parte dello Stato dalle casse della Rai attraverso il Dl 66 o Dl Irpef costituisce “un precedente pericoloso, perche’ e’ un prelievo forzoso che avviene in corso d’anno”. Lo ha detto Luigi De Siervo, presidente dell’Adrai, l’associazione dei dirigenti rai, nel corso dell’audizione di oggi pomeriggio in commissione di vigilanza a palazzo San Macuto. Il riferimento e’ alle competenze derivanti dal canone di abbonamento che spettano al servizio pubblico e di cjui l’azienda di viale Mazzini deve in parte privarsi perche’ lo stabilisce l’articolo 21 del Dl 66. De Siervo, fresco presidente dell’Adrai, ha anche detto che ci sono altri due motivi che mettono in discussione l’articolo 21: il fatto che il prelievo in questione coinvolge un “importo di scopo”, come tale e’ da intendersi il canone; il fatto che “si proceda a una cura senza che fosse stata fata la diagnosi”, l’azienda – come tante – ha assunto impegni, ha fatto progetti e all’improvviso si ritrova a rimeterre tutto o quasi in discussione. De Siervo ha anche fornito alcuni dati sulla rappresentanza dirigenziale in Rai: i dirigenti sono in tutto 322, la meta’ di quanti fossero venti anni fa. E’ in corso un ringiovanimento, l’eta’ media e’ infatti scesa di oltre 5 anni (De Siervo non ha comunque fornito il dato sull’eta’ media), e cresce la rappresentanza femminile, tanto e’ vero che nelle ultime tornate di nomine il numero di donne e’ uguale a quello degli uomini. Cio’ non significa pero’ – ha precisato il presidente dell’Adrai – che nel complesso ci sia ampia rappresentanza femminile tra i dirigenti Rai: infatti al momento ce n’e’ una su 5 dirigenti. (AGI 9 luglio 2014)