Comunicazione

09 luglio 2014 | 17:01

Glenn Greenwald ha pubblicato la lista dei cinque musulmani americani spiati da Nsa e Fbi

(TMNews)  Hanno servito il governo degli Stati Uniti, difeso i diritti civili, insegnato all’università. Le loro voci sono tra le più autorevoli tra i musulmani americani, e per questo sono stati spiati dal loro Paese. Come anticipato giorni fa da Anthony Romero, direttore esecutivo dell’American Civil Liberties Union – organizzazione non governativa che difende i diritti civili e le libertà individuali – Glenn Greenwald ha pubblicato nuove rivelazioni sui programmi di sorveglianza della National Security Agency (Nsa), da cui emerge la lista dei sorvegliati. Il giornalista, che da un anno lavora ai dati consegnati dall’informatore Edward Snowden, l’ha pubblicata in un lungo articolo scritto insieme a Murtaza Hussain per The Intercept, il suo sito.
Tra i personaggi che sono stati spiati da Nsa e Fbi ci sono Faisal Gill, arrivato negli Stati Uniti dal Pakistan quando aveva otto anni, esponente del partito repubblicano che nella sua lunga carriera ha lavorato anche per il dipartimento della Sicurezza interna durante la presidenza di George W. Bush; Asim Ghafoor, nato da genitori provenienti dall’India, un avvocato che ha lavorato a casi di terrorismo; Hooshang Amirahmadi, un professore di origini iraniane della Rutgers University; Nihad Awad, palestinese nato in Giordania, direttore esecutivo del Council on American-Islamic Relations (Cair), la più grande organizzazione negli Stati Uniti per i diritti civili dei musulmani, in passato collaboratore dell’allora vicepresidente Al Gore. Infine Agha Saeed, nato in Pakistan, ex professore della California State University, conosciuto per il suo sostegno alla diffusione delle libertà civili tra i musulmani. I loro nomi appaiono in un tabulato con 7.485 indirizzi email, controllati tra il 2002 e il 2008; le altre persone controllate, in gran parte, sono cittadini stranieri con possibili legami con al Qaida, Hamas o Hezbollah.
Nessuno dei cinque leader musulmani americani controllati, di cui si legge su The Intercept, però, “ha mai difeso la causa della jihad violenta o è conosciuto per essere stato implicato in qualche crimine, nonostante l’intenso controllo subito dal governo e dalla stampa” ha scritto Greenwald, che ne ha invece sottolineato la condotta integerrima.
Non è possibile sapere perché le loro email siano state così a lungo spiate, visto che si tratta di informazioni classificate, e quali informazioni abbiano trovato gli agenti per chiedere e ottenere il permesso di continuare a spiarli, visto che l’autorizzazione per i cittadini statunitensi doveva essere rinnovata dal tribunale ogni 90 giorni. Solo in circostanze eccezionali, infatti, lo spionaggio diretto ai danni di cittadini americani può essere condotto senza il permesso dei giudici, ricorda Greenwald. Secondo un funzionario americano, il governo non aveva l’autorizzazione per almeno una di queste persone.
Peraltro, il Fisc (Foreign Intelligence Surveillance Court, il tribunale segreto) non ha praticamente mai negato l’autorizzazione ai controlli: in 35 anni, secondo quanto scrive Greenwald, il tribunale avrebbe approvato 35.434 richieste, respingendone solo dodici.(TMNews 9 luglio 2014)