Michele Serra: d’ora in poi quando qualcuno mi chiederà, per la miliardesima volta, perché non twitto, risponderò soltanto: Gloria Patrizi

Michele Serra, nella sua ‘Amaca’  pubblicata da Repubblica, affronta il tema dei social network spiegando perchè si è sempre tenuto alla larga da Facebook, Twitter e company. “Tutto ciò che di futile e di veniale abbiamo da dire (cioè tantissimo) non appena assume forma webbica lascia una indelebile scia elettronica alle nostre spalle”.

 

La Repubblica 17/07/2014
MICHELE SERRA

Michele Serra (foto Europaquotidiano)

Michele Serra (foto Europaquotidiano)

L’amaca
D’ora in poi quando qualcuno mi chiederà, per la miliardesima volta, perché non twitto, risponderò soltanto: Gloria Patrizi. Per chi non lo sapesse si tratta della fidanzata del nuovo allenatore della Juventus Allegri. Un paio d’anni fa, da milanista, la signorina twittò un paio di cosacce contro la Juve, roba di poco conto, un rigo appena, le piccole contumelie tra tifosi che dette al bar evaporano senza lasciare traccia. Ma affidate a quell’inferno senza oblio che è il web diventano eterne: tanto che oggi, con Allegri diventato a sorpresa capo dei bianconeri, la Gloria si vede rinfacciare dai curvaioli juventini quelle poche parole come segno di infamia.
Tutto ciò che di futile e di veniale abbiamo da dire (cioè tantissimo) non appena assume forma webbica lascia una indelebile scia elettronica alle nostre spalle. Abbiamo un bel fuggire, come i gatti quando i ragazzacci gli attaccano i barattoli alla coda: di quei barattoli non ci libereremo mai, ci rimangono appiccicati, le nostre parole cliccate sono come gli zombi, non possono avere sepoltura, ci inseguiranno e ci perseguiteranno fino alla morte e oltre, dando disturbo anche agli eredi. Penso alla immane Babele di minchiate che ho detto in vita, solo per pochi e fidati testimoni, e fremo di felicità al pensiero che non ne rimarrà neppure l’eco più remota.

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