17 luglio 2014 | 8:46

Michele Serra: d’ora in poi quando qualcuno mi chiederà, per la miliardesima volta, perché non twitto, risponderò soltanto: Gloria Patrizi

Michele Serra, nella sua ‘Amaca’  pubblicata da Repubblica, affronta il tema dei social network spiegando perchè si è sempre tenuto alla larga da Facebook, Twitter e company. “Tutto ciò che di futile e di veniale abbiamo da dire (cioè tantissimo) non appena assume forma webbica lascia una indelebile scia elettronica alle nostre spalle”.

 

La Repubblica 17/07/2014
MICHELE SERRA

Michele Serra (foto Europaquotidiano)

Michele Serra (foto Europaquotidiano)

L’amaca
D’ora in poi quando qualcuno mi chiederà, per la miliardesima volta, perché non twitto, risponderò soltanto: Gloria Patrizi. Per chi non lo sapesse si tratta della fidanzata del nuovo allenatore della Juventus Allegri. Un paio d’anni fa, da milanista, la signorina twittò un paio di cosacce contro la Juve, roba di poco conto, un rigo appena, le piccole contumelie tra tifosi che dette al bar evaporano senza lasciare traccia. Ma affidate a quell’inferno senza oblio che è il web diventano eterne: tanto che oggi, con Allegri diventato a sorpresa capo dei bianconeri, la Gloria si vede rinfacciare dai curvaioli juventini quelle poche parole come segno di infamia.
Tutto ciò che di futile e di veniale abbiamo da dire (cioè tantissimo) non appena assume forma webbica lascia una indelebile scia elettronica alle nostre spalle. Abbiamo un bel fuggire, come i gatti quando i ragazzacci gli attaccano i barattoli alla coda: di quei barattoli non ci libereremo mai, ci rimangono appiccicati, le nostre parole cliccate sono come gli zombi, non possono avere sepoltura, ci inseguiranno e ci perseguiteranno fino alla morte e oltre, dando disturbo anche agli eredi. Penso alla immane Babele di minchiate che ho detto in vita, solo per pochi e fidati testimoni, e fremo di felicità al pensiero che non ne rimarrà neppure l’eco più remota.

  • antonio g. d’errico

    Quant’è spiacevole vedere che un uomo
    tanto stimato abbia paura di quanto possa lasciare scritto come un’orma
    indelebile dei suoi stati d’animo, che valuta sbagliati e compromettenti il più
    delle volte.

    Ogni uomo di grande umanità non teme i
    propri errori, perché lo rappresentano in determinati momenti.

    Gloria Patrizi inquieta e conforta
    quest’uomo raffinato.

    Naturalmente è terrorizzato dalla
    possibilità di trovarsi in una condizione simile a quella della
    signorina, immaginando di non avere l’umiltà per chiedere scusa
    riguardo a certe affermazioni rese in passato. Che cos’è che gli impedisce
    di ammettere di aver commesso un errore? Perché questo è allo stato attuale,
    un semplicissimo errore, in cui la Juve diventa per la fidanzata del nuovo
    allenatore una grandissima squadra. Sono le vicinanze o le appartenenze
    sentimentali che ci fanno sentire un trasporto o una lontananza da qualcuno o
    da qualcosa e ci inducono a fare affermazioni vere in quel momento. Vere perché
    sentite intimamente e necessariamente corrette.

    Adesso sarà certamente vero che la
    signorina ritenga la Juve una grandissima squadra di calcio, essendo
    il suo fidanzato l’allenatore. Non servirà neanche tanta umiltà a
    Gloria Patrizi per chiedere scusa alla squadra per affermazioni che ora
    sente essere state sbagliate, scorrette. Le basterà la sincerità per dire
    scusa e il piacere impellente di essere accanto al suo fidanzato per dire:
    “Forza Juve!”. Non c’è nessuno scandalo. E’ scandaloso pensare di
    utilizzare Gloria Patrizi per rispondere a un tormento che è suo, signor Serra.
    Gloria Patrizi in questo modo diventa il suo conforto, immaginando di
    dover ricorrere al suo nome e cognome per rispondere ai tanti che le
    chiedono perché non “twitta”. A me sembra davvero deleterio
    per lei e per la bontà della signorina Gloria arrivare a una conclusione
    tanto illogica e amara. Spero che riesca a cambiare i suoi propositi riguardo
    alla risposta che meritano certamente i tanti che sono in attesa. Ma non sono
    in attesa di una risposta che non comprenderebbero e non accetterebbero.
    Evidentemente milanisti e juventini sarebbero allo stesso modo risentiti e
    offesi con lei. Anche questa risposta sarebbe una delle tante cose “futili
    e veniali” che potrebbe rimpiangere per la sua “scia” che la
    tormenterebbe ancora. Un’altra volta. Costringendola a dover rispondere col
    nome di qualcun altro che lei avrà riconosciuto essere risolutivo per
    i suoi dubbi e i suoi tormenti. E’ molto più semplice a mio avviso non
    rispondere, come ha fatto coerentemente fino ad ora, lasciando indeterminato
    ogni cosa: risposte e domande, dubbi e proposte, errori e scuse. Custodisca
    tutto questo bagaglio di esperienze, di sensazioni, di virtù morali, di
    fremiti, di ripensamenti che non è tenuto a giustificare con nessuno. Saranno
    il suo ambito privato inaccessibile alla curiosità di gente maldestra, che non
    potrà mai attaccarla per quei “futili” peccati “veniali”
    che ha comunque espresso con parole, ma non essendoci traccia potrà anche
    negare di aver commesso. Per quanto mi riguarda, se mi è permesso, chiedo a
    tutti dolcezza e animo delicato e aperto verso la generosità umana della
    giovane innamorata di Allegri: Gloria Patrizi. Una ragazza che saprà
    trovare le parole per farsi amare, perdonare e comprendere per i suoi
    errori di un tempo e per le sue speranze attuali e future.

  • Federico D.

    Triste è la vita di chi anela l’oblio, sia pure telematico.