Editoria

17 luglio 2014 | 15:10

Il M5S presenta la proposta di legge per l’abolizione del finanziamento pubblico all’editoria

(TMNews)  #BastaSoldiAiGiornali. È questo l`hashtag lanciato su Twitter da Beppe Grillo per annunciare l`avvio in commissione Cultura alla Camera della proposta di legge dei Cinque Stelle per l’abolizione del finanziamento pubblico all’editoria.“La situazione in cui versa l`editoria tradizionale è drammatica e la politica è chiamata a trovare delle soluzioni per realizzare il necessario rinnovamento del sistema informativo del nostro Paese. L’intento del M5S – ha sottolineato sul blog di Grillo l’ex capogruppo alla Camera Giuseppe Brescia, illustrando la proposta- è quello ambizioso di rinnovare l`informazione e liberarla dal giogo dei partiti e dei pochi editori che ne detengono il controllo nel nostro Paese”.

“Parafrasando – ha sottolineato il parlamentare grillino- Enzo Biagi: ‘Credo nella libertà di espressione, cioè giornali e televisioni liberi di criticare il potere.” Per raggiungere questo obiettivo, noi riteniamo si debba passare anche dall`abolizione del finanziamento pubblico all`editoria così com`è concepito oggi in favore di una nuova forma transitoria destinata alla realizzazione di una reale innovazione e che produca un reale pluralismo’
Il parlamentare grillino, allora ha ricordato “qualche numero: per il 2014, il dipartimento per l’editoria della presidenza del Consiglio ha a disposizione circa 140 milioni di euro. Stessa cifra per il 2015 e per il 2016. E oltre alla dotazione del dipartimento, l’ultima legge di Stabilità ha stanziato ulteriori risorse per il sostegno all’editoria: 50 milioni per il 2014, 40 milioni per il 2015 e 30 milioni per il 2016. Quindi, solo nel 2014, 190 milioni di euro di soldi pubblici andranno all`editoria”

“Di questi fondi – ha proseguito Brescia- buona parte andrà in contributi diretti, quindi per intenderci sarà destinata anche a giornali di partito o ad altre testate come Avvenire (€ 4.355.324,42), Europa (€ 1.183.113,76), Il Foglio (€ 1.523.106,65), Italia Oggi (€ 3.904.773,62), Il Manifesto (€ 2.712.406,23), L`Unità (€ 3.615.894,65) [dati del 2012]. Ben più cospicui, anche se difficili da quantificare, sono invece i contributi indiretti: agevolazioni IVA, agevolazioni postali, obbligo di pubblicazione dei bandi pubblici, ecc.Ora chiediamo: a chi dovrebbe giovare tutto ciò? Per noi la risposta è banale: questo cospicuo ammontare di denaro non ha nulla a che vedere con quello che dovrebbe essere il fine ultimo di una buona politica, ossia tutelare l`art. 21 della Costituzione, bensì mira a gonfiare le casse degli editori che restituiranno il favore in termini di “riconoscenza” nei confronti del governo di turno”.
“In questi giorni – è sottolineatoa ncora sul blog di Grillo- è vivacissimo anche il dibattito relativo alla tutela del diritto d`autore on-line, materia su cui è già intervenuta di recente Agcom adottando un regolamento su cui siamo molto critici. A riguardo, il M5S ha presentato una relazione all`Agcom dalla quale si evincono tutte le nostre perplessità ed una proposta di legge (Atto Camera: 1639) che invece contiene le nostre proposte. In sostanza noi vorremmo superare l`approccio che l`ordinamento italiano ha adottato finora in materia di diritto d`autore on-line, limitandosi ad una mera repressione delle condotte di condivisione abilitate dallo sviluppo della rete internet e vorremmo, al contrario, coglierele straordinarie possibilità offerte dalle reti di comunicazione in termini di accesso alle opere tutelate dal diritto d`autore- creazione e di condivisione di nuove opere- sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali rese possibili dalla rivoluzione digitale”.

Mentre “Indro Montanelli – viene ricordato- ha lasciato ad ogni giornalista tre semplici regole: 1) guadagnarsi la fiducia del lettore dicendo sempre tutta la verità e, se ci si sbaglia, chiedere scusa immediatamente; 2) scrivere con un linguaggio semplice, quello del lettore e non quello “dell`Accademia, peste e dannazione di una cultura”. Essere sempre al servizio del lettore; 3) non far mai sentire al lettore la propria opinione: “che te ne sia fatta qualcuna, è inevitabile; e chi lo nega, o è un imbecille o è un bugiardo. Ma non si può né si deve imporla al lettore; bisogna lasciargliela suggerire dai fatti secondo il modo in cui gli si raccontano”.
“E invece – si conclude la presentazione della proposta M5S- cos’è il giornalismo oggi anche e soprattutto a causa di quei finanziamenti pubblici che oggi vogliamo abolire?” (TmNews, 16 luglio 2014)

Beppe Grillo

Beppe Grillo