Comunicazione, Editoria

08 agosto 2014 | 14:52

Erdogan alla corrispondente dell’Economist: “stai al tuo posto, svergognata”

(TMNews) A due giorni dalle elezioni presidenziali nuove polemiche e nuove ombre sulle idee sulle donne e la stampa del premier turco Recep Tayyip Erdogan. In un comizio il premier ha definito una nota giornalista, editorialista del quotidiano liberale Taraf e corrispondente dell’Economist, “donna svergognata”, invitandola a “stare al suo posto”. Amberin Zaman è finita nel mirino del premier per aver chiesto in un dibattito televisivo al capo del principale partito d’opposizione, Kemal Kilicdaroglu, se ritenesse che una società musulmana sia in grado di sfidare le autorità.
Erdogan, superfavorito alle elezioni di domenica, si è scagliato su Zaman, senza mai nominarla, durante una manifestazione a Malatya, nell’Est della Turchia, chiamandola “donna svergognata”. ”una militante travestita da giornalista, una donna svergognata… Stai al tuo posto!” ha scandito Erodgan. “Ti hanno dato una penna e scrivi editoriali su un giornale… insultando una società che è al 99% musulmana” ha detto tra le grida di approvazione della folla.
L’Economist ha emesso un comunicato sulla sua home page, sottolineando che Zaman, sua corrispondente da 15 anni, è “molto rispettata”. “Ci schieriamo fermamente a difesa del suo lavoro e della sua persona. L’intimidazione dei giornalisti non trova spazio in una democrazia. Sotto il governo di Erdogan, la Turchia è diventata un luogo sempre più difficile per il giornalismo indipendente” aggiunge il settimanale, che ricorda come il giudizio di Freedom House sulla stampa in Turchia sia passato a maggio da “parzialmente libera” a “non libera”.
Non è la prima volta che Erdogan attacca i giornalisti, un cospicuo numero dei quali, più di qualunque altro paese al mondo, si trova nelle carceri turche.
Zaman ha risposto a Erdogan dalle colonne di Taraf in un pezzo intitolato “Sii umano, prima di tutto!”. “Lei sta linciando una donna musulmana che descrive ciò che lei sta facendo. Perchè le donne sono bersagli facili, vero?”. La giornalista dice di essere stata oggetto di una campagna di diffamazione da parte dei media filogovernativi, che l’hanno chiamata “puttana ebrea”, degna di diventare una “concubina” dei jihadisti in Iraq.
Erdogan, devoto musulmano che guida il partito islamico conservatore al governo dal 2002, è oggetto di forti critiche dall’Occidente per la sua stretta sui media. Il governo è finito al centro di polemiche furibonde qualche settimana fa quando il vicepremier Bulent Arinc ha detto che le donne non devono ridere in pubblico: centinaia di migliaia di donne hanno pubblicato su internet le loro foto ridenti. Ma Erdogan resta favoritissimo a vincere le elezioni presidenziali, probabilmente già al primo turno.
(TMNews, 8 agosto 2014)

Recep Tayyip Erdogan (foto Olycom)

Recep Tayyip Erdogan (foto Olycom)