Cinema

22 agosto 2014 | 11:15

Hollywood si sta preparando a farci piangere

(ASCA) Sembra proprio che Hollywood si stia impegnando per farci piangere. Gli ultimi film in uscita in America pare infatti confermino questo trend lacrimogeno. Ne parla il Wall Street Journal, che analizza alcune pellicole, tra cui “If I Stay”, dove una giovane musicista finita in coma ha dei flashback su un ragazzo di cui era innamorata.Oppure “The Skeleton Twins”, “This is Where I Leave You” e “Man, Women and Children”, che esplorano il campo minato dei rapporti familiari, di matrimoni fragili e figli disaffezionati. E quest’estate uno dei piu’ inaspettati successi di botteghino, scrive il Wall Street Journal, e’ stato “The Fault in Our Stars”, la storia di due teenager colpiti da un male incurabile. Il pubblico in sala dunque ama commuoversi. Ma come funziona? Intervistati dal quotidiano americano, alcuni filmmaker dicono che non ci sono formule scientifiche, ma alcuni trucchetti possono aiutare, come succede gia’ in altri generi ben rodati come quello dell’orrore o i thriller. Per esempio comprimere le vite dei caratteri in un veloce flusso di ricordi. Come la straziante introduzione di “Up”, della Pixar, che in 10 minuti riassume decenni di storia d’amore di una coppia. Oppure utilizzare in modo intelligente la colonna sonora, come spiega al Wall Street Journal il compositore Michael Giacchino: “Ma se sottolinea le emozioni in modo troppo marcato, il pubblico si sentira’ manipolato. La musica dev’essere manipolatori ma in modo subliminale”. E la Stanford University nel 2008 ha scoperto che emozioni complesse sono spesso evocate dal passare del tempo – come nel film “The Notebook”, dove la protagonista anziana, colpita da demenza, ascolta il racconto di due appassionati giovani innamorati proprio dal suo amore giovanile – e da “finali significativi” che chiudano una fase della vita, come un matrimonio o un funerale.