06 ottobre 2014 | 15:03

Diffamazione, l’appello di Ossigeno a Renzi: “Non basta togliere il carcere”

“Nei prossimi giorni, il Senato sarà finalmente chiamato a votare in seconda lettura la proposta di legge approvata un anno fa dalla Camera dei Deputati per modificare le norme sulla diffamazione a mezzo stampa sostituendo il carcere con sanzioni pecuniarie. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi impegni il suo governo a favorire l’approvazione di questa legge apportandovi alcune modifiche indispensabili per mettere l’Italia al passo con gli standard europei più volte richiamati dalla Corte Europea dei Diritti Umani e da varie istituzioni internazionali”. Lo scrive Alberto Spampinato, consigliere della Fnsi e direttore dell’osservatorio ‘Ossigeno per l’Informazione’.

Alberto Spampinato (foto Improntalaquila.com)

Alberto Spampinato (foto Improntalaquila.com)

A proposito del testo che andrà in Aula al Senato, Spampinato parla di “pecche e gravi lacune evidenziate dalle importanti istituzioni europee”. “Non si possono lasciare ancora in vigore, a causa di resistenze ingiustificabili, norme che permettono l’abuso a scopo intimidatorio delle querele e delle citazioni per danni nei confronti dei giornalisti. Il governo non può essere spettatore passivo di una battaglia di civiltà e di democrazia. Renzi tenga conto delle sollecitazioni che gli sono state rivolte in questo senso da più parti: dal Commissario per i Diritti Umani, dal Consiglio d’Europa, dall’Osce, dal relatore delle Nazione Unite, da Article 19 e, da ultimo, dal Committee to Protect Journalist di New York”.

“Nell’iter parlamentare – ricorda la nota – finora i rappresentanti del governo hanno fatto scena muta ma si sono opposti agli adeguamenti necessari: senza fornire alcuna motivazione hanno dato parere negativo agli emendamenti che recepiscono gli standard europei. Ora che quegli stessi emendamenti, ripresentati dal senatore Felice Casson, giungono in aula e l’esecutivo deve dare nuovamente il suo parere, il governo ha l’occasione per dimostrare il suo effettivo orientamento”.

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