07 ottobre 2014 | 11:22

Google vuole chiudere Panoramio, la protesta corre sulla Rete

Cresce la protesta contro la decisione di Google di chiudere Panoramio, il servizio globale di condivisione di immagini geolocalizzate che ha fornito, nei suoi nove anni di vita, milioni di fotografie di ogni angolo del mondo a Google Map e Google Earth.
Fondato nel 2005 da tre giovani imprenditori digitali spagnoli, Joaquín Cuenca Abela, Jose Florido Conde ed Eduardo Manchón Aguilar, Panoramio ha subito incontrato il favore del pubblico: nel 2007 le foto condivise erano già 5 milioni, tanto da destare l’interesse di Google, che nello stesso anno acquisì la società spagnola, aggiungendo così Panoramio alla sua ricca collezione di servizi Internet.

Joaquín Cuenca ed Eduardo Manchón, due dei tre fondatori di Panoramio (foto: en.wikipedia.org)

Negli anni successivi il sito ha continuato a crescere e oggi le foto condivise hanno superato i 100 milioni. Nel corso degli anni intorno a Panoramio si è costituita una vivace comunità di appassionati, che si scambiano commenti, consigli, valutazioni sulle immagini caricate e che organizza spesso anche incontri di persona in diverse città per conoscersi.
È da questa comunità che sono partite le proteste più vibranti quando Evan Rapoport, product manager di Views, ha annunciato che Panoramio verrà chiuso e che le foto fin qui immagazzinate nel sito confluiranno appunto in Views, il nuovo servizio di condivisione di immagini di Google Maps, dove gli utenti possono caricare anche le nuove foto panoramiche a 360 gradi scattate con gli smartphone Android.
Di fronte al montare delle proteste, Brian McClendon, vice president di Google Maps, nonché cofondatore di Google Earth e appassionato di fotografia, ha cercato di spiegare le motivazioni alla base della decisione di Google, ma le critiche degli utenti non si sono placate.
Nella migrazione a Views si perderebbero infatti alcune delle caratteristiche che hanno decretato il successo di Panoramio, in primo luogo le conversazione tra gli utenti che che hanno alimentato in questi anni la community.
A farsi interprete della protesta sono stati i fondatori stessi di Panoramio che hanno lanciato una petizione su Change.org, intitolata Google: Keep The Panoramio Community Alive, cioè “Google, mantieni viva la comunità di Panoramio”. La petizione, rivolta direttamente a Larry Page e Sergey Brin (i due fondatori di Google), sottolinea che Views è un bel servizio ma non è e non sarà mai Panoramio: “Ogni comunità è unica, come ogni gruppo di persone è differente da un altro. Molti utenti di Panoramio non si sentono a proprio agio tra gli scatti ‘mainstream’ di Views. Non puoi forzare nessuno a unirsi a un differente gruppo di persone”.