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13 ottobre 2014 | 15:32

La Commissione Ue lancia una partnership pubblico-privato da 2,5 miliardi sul settore dei big data

(ANSA) Il settore dei megadati, i ‘big data’, cresce del 40% ogni anno, e ogni minuto il mondo genera dati per 1,7 milioni di miliardi di byte, ossia più di 6 megabyte di dati a testa ogni giorno. Queste informazioni, dai contenuti multimediali che ogni persona produce sui social network ai dati sul clima che registrano i satelliti o i segnali gps, sono una miniera che l’Europa intende sfruttare. E’ per questo che la Commissione Ue ha lanciato un partenariato pubblico-privato da 2,5 miliardi di euro complessivi sino al 2020. I fondi Ue, provenienti da Horizon 2020, saranno oltre 500 milioni di euro per il periodo 2016-2020, ma con un effetto leva di quattro volte più grande per cui dovrebbero corrispondere investimenti dei partner privati di 2 mld. A stringere l’accordo con Bruxelles è stata la Big Data Value Association, di cui fanno parte, tra gli altri, Atc, Ibm, Università di Bologna (Cini), Politecnico di Madrid, Nokia, Thales, Università di Duisburg-Essen, Siemens, Orange, Atos e Università tecnica di Berlino. L’obiettivo è arrivare a offrire servizi come la medicina su misura, la logistica degli alimenti e l’analisi predittiva, dal clima ai raccolti all’energia. Il partenariato lanciato da Bruxelles prenderà il via il primo gennaio 2015. “I grandi dati sono importanti per il futuro dell’Europa e la sua economia, e noi siamo preparati a investire denaro pubblico e a usare tutti gli strumenti possibili”, ha dichiarato la commissaria Ue all’agenda digitale Neelie Kroes, ricordando che “non una singola impresa di ‘big data’ tra le più grandi al mondi è europea”. “E’ molto importante per le imprese europee partecipare a questa partnership – ha sottolineato il presidente della Big Data Value Association Jan Sundelin – questo è il primo passo per entrare nel mercato dei dati, dove l’Europa non è al primo posto”. Ma, ha avvertito la commissaria, “i megadati senza un mercato unico digitale sono come un corpo senza mani e piedi, per questo spingiamo insieme sia gli uni che l’altro”. (ANSA, 13 ottobre 2014)