14 ottobre 2014 | 16:05

Il Cdr del Secolo XIX denuncia: “Giornalisti aggrediti a Genova dagli energumeni di Grillo”

“La redazione del Secolo XIX manifesta la sua solidarietà ai colleghi – giornalisti, videoreporter e fotografi – che questa mattina, mentre svolgevano il loro lavoro, sono stati aggrediti dagli energumeni di cui si è circondato Beppe Grillo durante la sua visita alla popolazione alluvionata di Genova”. E’ quanto si legge in una nota del cdr del quotidiano genovese pubblicata oggi sul sito.

“Non sappiamo da chi sentisse la necessità di difendersi il leader del Movimento Cinque Stelle, nella sua città, che da quattro giorni sta cercando di risollevarsi dall’ennesima tragedia. Di certo le gomitate rifilate da un buzzurro palestrato a due videoperatori precari, fra cui una donna, e la violenza usata contro altri due colleghi fotografi del Secolo XIX, anche loro precari, sono un pessimo messaggio politico” – prosegue la nota.

Beppe Grillo a Genova (foto Il Secolo XIX)

Beppe Grillo a Genova (foto Il Secolo XIX)

“Che brutte immagini la diretta streaming e i filmati in cui uno dei membri di quella scorta improvvisata cerca di intimidire un ‘angelo del fango’ che aveva osato criticare il suo leader. Sarebbe un sollievo poter dire che tutto questo è solo una caduta di stile, la scarsa empatia nei confronti di persone che guadagnano poco e lavorano tanto, e che negli ultimi quattro giorni sono state impegnate giorno e notte, a fianco a tutti i genovesi. Purtroppo, abbiamo l’impressione di assistere a qualcosa di più grave: metodi violenti che hanno l’eco sinistro dello squadrismo, un’avversione a valori democratici come il diritto all’informazione e alla critica, un pericoloso imbarbarimento della vita civile e democratica”, dice ancora il Cdr del Secolo XIX.

“Forse Beppe Grillo non è a conoscenza degli stipendi che guadagnano i precari costretti a seguirlo per documentare la sua visita perché quella è la loro professione. Chiede 2.000 euro per un’intervista, soldi che devolverà agli alluvionati. Noi preferiamo consigliare di raccogliere quei soldi per consegnarli direttamente a chi ha perso tutto. E da giorni, con la dignità esemplare di cui gli abitanti di Genova hanno dato prova ancora una volta, spala fango in silenzio” – conclude la redazione del quotidiano genovese.