Gubitosi (Rai): “Alcuni nostri giornalisti tentano di bloccare la riforma”. Usigrai replica: “Il dg faccia nomi e cognomi”

(ANSA) “Dobbiamo chiedere alla politica di essere veloce e di prendere decisioni. Dobbiamo chiedere anche di preservare la nostra indipendenza, di darci una migliore governance e di garantirci le risorse”. A dirlo è il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, intervenendo oggi al convegno “Rai: missione, indipendenza e governance”. “C’è però – aggiunge Gubitosi – una forte resistenza al cambiamento che permea tutta la Rai e la società italiana. ‘Va bene riformarè ti dicono, ‘ma perché devi cominciare proprio da qui?’. Ci sono stati alcuni nostri giornalisti – spiega il  direttore generale – che hanno telefonato alla politica per chiedere di bloccare ogni tentativo di riforma. Questa è una pessima abitudine della Rai. Accade che dietro una interrogazione parlamentare che arriva dalla Vigilanza ci sia una richiesta interna. La politica deve stare fuori dalla Rai, ma la Rai deve stare fuori dai partiti”. Quanto al futuro dell’azienda, conclude Gubitosi, “dobbiamo difendere il servizio pubblico, portarlo all’eccellenza, ma anche meritarcelo ogni giorno. Dobbiamo fare un patto, anche noi, con gli italiani”.

“I giornalisti telefonano ai politici per bloccare la riforma? L’accusa è grave. Il Dg ha il dovere di fare nomi e cognomi di chi secondo lui avrebbe fatto queste telefonate”, incalza l’esecutivo Usigrai, commentando le parole di Luigi Gubitosi. “Il gioco di assegnare le casacche dei conservatori ai giornalisti è talmente sfacciato da far nascere in noi un sospetto: il dg cerca scuse per sottrarsi al confronto con il sindacato, proprio alla vigilia dell’avvio del tavolo sulla riforma?”, conclude il sindacato dei giornalisti di Viale Mazzini. (ANSA, 14 ottobre 2014)

Luigi Gubitosi (foto Olycom)

Luigi Gubitosi (foto Olycom)

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