15 ottobre 2014 | 18:04

Su Farina decida il Consiglio nazionale: la posizione del presidente dell’Odg Lombardia, Gabriele Dossena

Re-iscrizione da ridiscutere e pratica da rimettere al Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti. E’ la posizione, espressa in una nota, del presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia, Gabriele Dossena, sulla questione del reintegro di Renato Farina, l’ex agente Betulla, avvenuta il 3 settembre scorso e causa di violente polemiche all’interno della categoria, oltre che delle dimissioni di alcuni componenti del Consiglio nazionale dell’Ordine.

Della vicenda si è parlato ieri al Consiglio dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia. Ecco la nota firmata dal presidente Dossena:

In merito al reintegro di Renato Farina, il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia, nella riunione del 14 ottobre, ha preso atto:
- delle dimissioni dei colleghi Carlo Bonini, Pietro Suber e Anna Bandettini dal Consiglio nazionale, in polemica, tra l’altro, con il provvedimento di re-iscrizione dello stesso Farina;
- della conseguente dura presa di posizione da parte del Consiglio nazionale dell’Ordine, massimo organo amministrativo dei giornalisti italiani;
- dei successivi interventi di cinque Ordini regionali, che invitano a un supplemento di istruttoria sul caso.

“Ribadisco la correttezza tecnico-giuridica della riammissione di Farina e nel contempo rimetto la decisione nelle mani del Consiglio nazionale, organo decisionale supremo della categoria”, dice Gabriele Dossena, presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia.

Gabriele Dossena (foto Nuovainformazione.it)

Gabriele Dossena (foto Nuovainformazione.it)

“Renato Farina è stato riammesso all’Albo dei giornalisti dal settembre 2014, con decisione unanime dei presenti a quella riunione, da parte del Consiglio della Lombardia, perché dal punto di vista tecnico-procedurale e secondo le leggi in vigore,  è in possesso di tutti i requisiti formali per essere re-iscritto, come previsto dagli articoli 29 e 31 della legge ordinistica, la 69 del 1963”,  spiega Dossena. “A chi chiede se esista una norma che vieti una nuova iscrizione, rispondo precisando che la legge non dà all’Ordine il potere discrezionale di interdizione a vita dall’Albo e che un simile potere sarebbe contrario al nostro ordinamento giuridico e alla nostra legge professionale”.

“La verità è che il caso Farina ha fatto emergere un problema ben noto allo stesso Consiglio nazionale – sottolinea il presidente dell’Ordine regionale dei giornalisti – e cioè quello dell’urgenza di una Riforma vera e profonda dell’Ordine stesso, con particolare riguardo proprio alla regolamentazione dell’accesso e dei requisiti per l’iscrizione all’Albo e per lo svolgimento della professione. Anche alla luce del caso Farina, è ormai tempo che il Consiglio nazionale dell’Ordine si prenda le sue responsabilità e decida, una volta per tutte, di affrontare una discussione seria e approfondita su una proposta di legge da portare in Parlamento per una organica Riforma dell’Ordine, sull’esempio della proposta avanzata da Carlo Bonini con il collega Pino Rea”.

“Uno dei nodi più delicati da affrontare nella Riforma è proprio quello che riguarda la possibilità o meno di re-iscrizione, dopo gravi fatti lesivi della deontologia professionale, come quelli messi in atto, in passato, da Renato Farina. A tale riguardo ribadisco che, con le leggi oggi in vigore, in caso di radiazione o di cancellazione d’ufficio dall’Albo è prevista la possibilità di richiedere la re-iscrizione, decorso un periodo di 5 anni (articoli 42 e 59 Legge n. 69/63 e articolo 7 del Regolamento di disciplina) e il termine massimo di prescrizione degli illeciti disciplinari è di 7 anni e mezzo (articolo 58, Legge n. 69/63). Queste sono le leggi e i regolamenti ai quali s’è ispirato l’Ordine della Lombardia. Del resto – conclude Gabriele Dossena – un Ordine professionale non agisce in base a opinioni né, tanto meno, in base a simpatie o antipatie personali, ma seguendo le leggi che regolamentano la materia”.