23 ottobre 2014 | 17:21

Sindacati: “La vertenza Burgo da discutere al Mise. Interrotte le trattative aziendali”

“Il Coordinamento Nazionale unitario dei lavoratori del Gruppo Burgo ha evidenziato come non sia più possibile assistere passivamente alle chiusure dei vari stabilimenti del gruppo. E’ evidente, ormai, che la strategia dell’attuale ad è di ridimensionare fortemente il Gruppo, per renderlo più appetibile per eventuali acquisizioni/aggregazioni da parte di altri Gruppi, senza aver presentato alcun piano industriale”. Lo scrivono in una nota congiunta di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil.

“L’ad Mattei, non tenendo minimamente conto della storia e dell’importanza del Gruppo Burgo per la produzione italiana, ha deciso, unilateralmente e senza nessun preavviso, la chiusura dello stabilimento di Avezzano, per il quale era stato sottoscritto un accordo partecipativo unico, che prevedeva sacrifici pesantissimi per i lavoratori, a favore del rilancio dello stabilimento e per la difesa dell’occupazione”, continua la nota. “Il Coordinamento Nazionale ha pertanto stabilito che i sindacati si attiveranno per discutere il Piano Industriale non in Azienda ma al Ministero dello Sviluppo Economico con la presenza attiva dell’attuale proprietà che dovrà esprimersi sul futuro del Gruppo; sono interrotte, da subito, tutte le trattative a livello aziendale e che ogni decisione sarà presa, per un determinato periodo di tempo, solo dall’Esecutivo di Gruppo di concerto con le Segreterie Nazionali;  dovranno essere effettuate assemblee informative in tutti gli Stabilimenti; è bloccata ogni forma di flessibilità dell’orario, se non prevista espressamente dal Ccnl”.

“Se non otterremo risposte certe in breve tempo – concludono i sindacati di categoria -  anche in riferimento alla vertenza di Avezzano, sarà indetto uno sciopero di 8 ore di tutto il Gruppo con una grande manifestazione e il blocco totale di ogni flessibilità”.