26 ottobre 2014 | 18:42

Il futuro della Rai alla Leopolda al tavolo 27

Ieri mattina alla Leopolda al tavolo 27 si e’ discusso di ‘riforma Rai: canone, governance e prospettive per il servizio pubblico con il senatore Pd Salvatore Margiotta, vice presidente della Commissione Parlamentare della Rai. Al tavolo hanno partecipato un giovane matematico, alcuni rappresentanti del mondo Rai, dipendenti e collaboratori, uno specialista di digitale terrestre, tre giornaliste specializzate sul tema, due avvocati di diritto societario e delle comunicazioni. E ne e’ uscita una bella discussione che ha messo in evidenza temi e considerazioni non banali che riassumiamo qui de seguito rapidamente.

 Margiotta, che in Vigilanza si e’ contraddistinto contro il progetto dell’allora sottosegretario alle comunicazioni Catricala’ di segnalare con il bollino blu i programmi servizio pubblico della Rai per distinguerli da quelli pagati dalla pubblicita’, apre la chiacchierata spiegando come si sta muovendo il governo sul tema del canone, governance Rai e riforma del servizio pubblico – di cui dichiara di essere un grande sostenitore – in vista della scadenza convenzione Stato Rai nel 2016.

Il senatore Salvatore Margiotta, a destra,  insieme ad alcuni partecipanti al tavolo 27 alla Leopolda

Il senatore Salvatore Margiotta, a destra, insieme ad alcuni partecipanti al tavolo 27 alla Leopolda

” Avremmo dovuto impostare il lavoro partendo dal nuovo progetto su cui sviluppare la Rai, perche’ canone e governance sono l’effetto di una decisione su che cosa ci si immagini debba essere la Rai come servizio pubblico. Ma ci sono delle questioni di urgenza che costringono il governo ad affrontare prima il tema del canone, che si deve pagare a gennaio, e per cui ai primi di dicembre devono essere pronti i bollettini con le cifre da corrispondere”, spiega Margiotta. “Mentre entro la primavera andra’ invece affontato il nodo della governance della Rai. L’attuale consiglio di amministrazione, nominato nel luglio 2012 dura in carica 3 anni, e dunque va deciso rapidamente se si vogliono cambiare i criteri di nomina e il tipo di governo da dare alla Rai. In questo caso sara’ necessario rivedere la legge Gasparri che ha deciso che il cda Rai fosse formato da 9 consiglieri, sette nominati dalla commissione di Vigilanza e due, tra cui il presidente, dall’azionista di riferimento, il ministero dell’Economia”.

Salvatore Margiotta

Salvatore Margiotta

Sul canone sta lavorando tra le tante cose che riguardano la Rai ma non solo, il sottosegretario alle Telecomunicazioni, Antonello Giacomelli, anche lui impegnato alla Leopolda al tavolo sul tema internet. E sono uscite delle anticipazioni su quelle che potrebbero essere le scelte del governo: ridurlo per entita’ di spesa, tenendo conto dei redditi piu bassi, e metterlo all’interno della bolleta dell’energia elettrica per

cercare di sconfiggere l’evasione che oggi raggiunge il 25%.

Molto informati e decisamente filo servizio pubblico i partecipanti alla discussione del tavolo 27. Che si sono misurati per capire se si può riuscire a fare una riforma della Rai che non la indebolisca, convinti che alla democrazia del Paese serva una Rai rafforzata. L’idea su cui tutti convergono e’ che un servizio pubblico libero si calibra sulla qualità dei prodotti e non sulla corsa all’audience. Il servizio pubblico non può essere condizionato dai bisogni di chi vende la pubblicità, che condiziona i palinsesti e devia contenuti verso il trash per fare audience. Quindi: bisogna garantire risorse a prescindere dalla pubblicità.

Rai e politica
- La Rai deve essere sganciata dalla politica.
- La crisi della Rai rispecchia la crisi delle istituzioni
-Brutto il nome Commissione parlamentare di Vigilanza Rai. Ha un sapore da Minculpop.

Nuova governace
- Mettere mano alla Gasparri e fare una nuova legge che tenga conto dell’evoluzione del sistema televisivo e della convergenza con la Rete. La Rai deve affrontare con più determinazione il processo della convergenza e prepararsi all’arrivo in Italia di operatori di servizi streaming on line come Netflix

- Dare alla Rai una forma giuridica di societa’ privata, Svincolandola da lacci e condizionamenti della societa’ pubblica.

-Perché non nominare una Fondazione che nomina il cda? Resterebbe il nodo di chi scegli i membri della Fondazione. Si dibatte sul ruolo che potrebbero avere accademici, responsabili di istituzioni, autorita’, eccetera. Ma non si arriva a mettere a fuoco nessuna proposta

Nuova Rai
- Rai con due reti, una interamente finanziata dal canone, l’altra che viva di pubblicità. Un canale generalista di servizio pubblico senza pubblicità sarebbe un segnale importante che avvicinerebbe gli utenti. Al tavolo piace l’ipotesi delle due società interne alla Rai.
- Ridurre il numero dei canali verticali sul digitale terrestre che sono doppioni o inutili ripetizioni di cose gia trasmesse e puntare su una offerta piu’ ristretta e di qualita’.

Contenuti e qualita’
-il meter (la valutazione dell’ audience) non puo’ essere l ‘ unico rilevatore della qualità dei programmi. Perché non coinvolgere attivamente -un’idea sono i questionari- i cittadini nella valutazione dei prodotti?
- la Rai deve aprirsi alle nuove proposte e idee, anche all’interno se ne sente il bisogno. Perché non costruire una piccola struttura che raccolga proposte esterne che arrivano dai giovani?
- promuovere produzioni Rai per far conoscere le bellezze e la cultura dell’Italia invece di acquistare documentari esteri.

Canone
- La proposta del canone ridotto e differenziato per fasce di reddito non trova grandi consensi. Anche perche’ il risultato finale del marchingegno rischia di non fare aumentare le entrate. Cosi invece di garantire più entrate certe alla Rai la si vincola a entrate al ribasso. E si obbliga l’azienda a conquistare nuove risorse pubblicitarie e dunque a puntare sui programmi che fanno piu’ audience invece che su quelli di qualita’.
- Diminuire il peso della pubblicita’ nel bilancio Rai non rischia di essere un regalo a Mediaset. Il duopolio e’ finito basta vedere la quantita’ di nuovi canali sul digitale terrestre.

- Idea che piace a tutti: presentare il pagamento del canone per l’utilizzo dell’etere, o qualcosa di simile, e smetterla di usare il vecchio termine di canone per la televisione, legato al possesso dell’apparecchio televisivo. Oggi soprattutto i giovani non usano piu’ la televisione, ma il pc o il tablet.

Dipendenti Rai
- Fare formazione in azienda per stare al passo con le nuove forme tecnologiche e editoriali.
- Ridare prospettive all’idea di far carriera in azienda. Non ci sono percorsi di carriera. Perche’ alla Rai si cresceva fondamentalmente per meriti politici.