27 ottobre 2014 | 15:08

Uno sportello contro le intimidazioni ai giornalisti: la proposta di Ossigeno in audizione all’Agcom

Per aiutare i giornalisti, i blogger, i fotocronisti e i video reporter che subiscono minacce a causa del loro lavoro è necessario creare uno sportello unico attraverso il quale le segnalazioni degli episodi più gravi e rilevanti possono raggiungere tempestivamente sia le autorità competenti sia le istituzioni della categoria. Lo ha proposto Alberto Spampinato, direttore di Ossigeno per l’Informazione, durante un’audizione all’Agcom, nell’ambito dell’indagine conoscitiva su ‘Informazione e internet in Italia. Modelli di business, consumi, professioni’. All’audizione ha partecipato il segretario Giuseppe Federico Mennella, che ha illustrato il dossier dell’Osservatorio promosso da Fnsi e Ordine dei Giornalisti, consegnato al termine dell’incontro.

Alberto Spampinato (foto Improntalaquila.com)

Alberto Spampinato (foto Improntalaquila.com)

“Attualmente – ha spiegato Spampinato – il nostro Osservatorio segnala più di una vittima al giorno e deve fare tante segnalazioni quanto sono le istituzioni interessate e per ogni segnalazione deve individuare di volta in volta il contatto giusto. È una seria complicazione, soprattutto per i casi che si verificano nei piccoli comuni e coinvolgono blogger, corrispondenti locali e cronisti di piccole testate. Altrettanto serio è il problema delle spese legali per difendersi da querele pretestuose e da richieste di danni. Spesso queste spese restano a carico del singolo cronista, anche quando i giudici stabiliscono che egli ha ragione. Si tratta di migliaia di euro, di cifre superiori a ciò che molti di questi cronisti guadagnano in un anno. Neppure il tanto atteso progetto di legge sulla diffamazione all’esame del Senato affronta questo problema che ha reso la querela immotivata uno strumento di censura e di intimidazione”.

Spampinato ha chiesto inoltre che i ministeri dell’Interno e della Giustizia forniscano dati ufficiali e statistiche sul numero dei giornalisti sotto scorta, su quelli che denunciano minacce e intimidazioni, sul numero delle querele per diffamazione e delle cause per risarcimento danni, sulla loro durata e sul loro esito. È altrettanto necessario, ha concluso, che l’Agcom cominci a rilevare e contestare le posizioni editoriali dominanti a livello locale, perché la mancanza di pluralismo è l’anticamera della censura e delle intimidazioni.