Comunicazione

28 ottobre 2014 | 12:32

Catricalà lascia il Consiglio di Stato, formerà giovani avvocati

(ANSA) Dal primo novembre Antonio Catricalà lascerà il Consiglio di Stato per dare vita ad una law accademy per la formazione giovani avvocati. L’annuncio in una intervista dell’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio al Sole24ore. Il curriculum di Catricalà al servizio delle istituzioni è lungo: capo di gabinetto, segretario generale a Palazzo Chigi con Silvio Berlusconi, presidente dell’Antitrust, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con il governo Monti, viceministro allo Sviluppo economico con delega alle comunicazione con il governo Letta. “La scuola che sto formando con l’avvocato Damiano Lipani e con lo studio, di cui sarò socio, porterà avanti la formazione di giovani professionisti. Io, intanto, con grande umiltà chiederò l’iscrizione all’ordine degli avvocati. L’addio al Consiglio di Stato, “una grande famiglia e una grande scuola”, “è compensato dall’entusiasmo per una avventura del tutto nuova”. “Certo – sottolinea – in vista di una possibile futura presidenza del Consiglio di Stato, ha influito anche il fatto che l’età pensionabile sia scesa da 75 a 70 anni. Ma non è che sia stata una scelta deprecabile del governo, anzi lo svecchiamento di certi istituti è una delle migliori decisioni prese dall’esecutivo sulla Pa”. “Per fortuna nelle istituzioni non esistono più santuari inviolabili, e va riconosciuto anche all’attuale governo di aver fatto la sua parte. La trasparenza è un fatto tangibile della Pubblica Amministrazione e lo è anche al responsabilità individuale dei comportamenti di chi è investito di una funzione pubblica. In altre parole c’è un controllo sociale molto più forte rispetto al passato”. “Quello che il governo non deve fare – aggiunge – è mortificare le élite, perché a un governo conviene sempre avere una sponda tecnica forte e perché le élite servono a difenderci come Italia nella competizione con le alte burocrazie europee. E’ giusto abbattere i santuari in nome della trasparenza, ma continuiamo a motivare i migliori. Non è tanto un problema di stipendi ma di considerazione che la società ha di queste persone. Una volta il ruolo di capo gabinetto era una medaglia al valore, oggi è quasi una macchia sulla fedina penale”. Catricalà torna anche sulla mancata nomina alla Corte Costituzionale su indicazione di Forza Italia: “Avevo accettato la candidatura perché era stata concordata con i vertici. Probabilmente questi accordi di vertice oggi non sempre son ben visti dalla base, ma ho subito capito che c’erà qualcosa che non andava e ho ritirato, spero in tempo, la candidatura. Non volevo che tutte queste fumate nere sporcassero una camicia bianca”. Infine, una considerazione sull’attuale governo: “Secondo me, Renzi ha le capacità di convincere l’opinione pubblica che, se comincia una battaglia, alla fine la vince. E in un momento senza grandi alternative è normale che gli italiani di buon senso tifino per lui”. (ANSA, 28 ottobre 2014)

Antonio Catricalà

Antonio Catricalà