Costa (Fieg): “Google paghi tutti i diritti agli editori e versi le tasse in Italia”

“Il governo è sensibile al tema. Anche in Parlamento la discussione è aperta. E tutte le autorità di garanzia del Paese hanno piena coscienza di quanto sia importante intervenire”: Maurizio Costa, dal 1° luglio presidente della Fieg, considera ormai maturi i tempi perché l’Italia vari una ‘legge Google’ come ha fatto la Spagna settimana scorsa. Lo spiega oggi in un’intervista a Repubblica. “Chiediamo solo che paghi il giusto chi utilizza contenuti editoriali di proprietà di altri”, dice. “È ora che questo gigante, come qualsiasi aggregatore di notizie di Internet, riconosca il diritto d’autore per gli articoli, le foto, i video linkabili da Google News”. “E’ vero che la pagina di Google News non ha banner pubblicitari”, aggiunge, “ma Google raccoglie in Italia, nelle stime di alcuni centri studi, oltre un miliardo di pubblicità all’anno. Che è quanto fattura l’intero settore della carta stampata, quotidiana e periodica”. Inoltre “dovrebbe pagare le tasse per la quota di profitti che realizza in Italia, come fa ogni imprenditore. Invece ha stabilito la sua sede legale in Irlanda e si permette un’elusione fiscale molto ingente”. Un gettito che, secondo Costa, potrebbe essere destinato a wi-fi e alla banda larga. Alle critiche sull’editoria come sistema assistito, Costa risponde che si tratta di “una pesante forzatura. Su 7000 testate giornalistiche, solo 200 ricevono finanziamenti pubblici” e sono “risorse destinate al pluralismo”. “Il tutto peraltro per un ammontare inferiore a 50 milioni. Un quarto rispetto solo a pochi anni fa”, conclude il presidente Fieg.

Maurizio Costa

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