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02 dicembre 2014 | 10:20

Digital people – Mario Sechi, i nani e i titani dei media

Mario Sechi, dopo aver diretto quotidiani e settimanali, ha abbracciato la fede digitale diventando partner di una società che vuole trasformare le conversazioni sui social network in un nuovo media. E guarda al vecchio mondo dell’editoria con preoccupazione e ferocia.

Mario Sechi

Mario Sechi

“Un nano oggi può salire sulle spalle di un gigante e abbatterlo”. Il caffè sta finendo, il pranzo è stato delizioso e la chiacchierata con il mio ospite illuminante. Chiedo un altro caffè, in mente mi risuona il verso di una canzone dei Doors: “This is the end, beautiful friend. This is the end, my only friend, the end. Of our elaborate plans, the end”. Accendo il toscano e replico: “Certo, questo può accadere. Ma solo se il nano è intelligente, my friend”.

Il mio interlocutore lavora nella stratosfera di uno dei titani digitali, possiede quella materia prima scarsa in Italia che si chiama ‘visione globale’. Parliamo di futuro e ho sempre più netta la sensazione che di questo futuro gli editori italiani non abbiano capito niente. E non sono i soli nell’universo. “Hai visto cosa sta facendo Axel Springer con Google?”. Oh, sì certo, ho visto, letto e ho anche tratto una conclusione. “Quale?” Che finirà al tappeto. Ingaggiare una battaglia sull’indicizzazione delle news con Google è come andare a combattere contro l’esercito romano con un gruppo di bifolchi senza addestramento e armati di un solo forcone. Risate. Nei suoi occhi luccica come una spada la vittoria dei Tempi Moderni. Il pranzo finisce, ci salutiamo. Lui vola in California, torna nel futuro. Io resto a Roma, rovina splendida e rovinata.

L’articolo integrale è sul mensile Prima Comunicazione n. 455 – Novembre 2014

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