02 dicembre 2014 | 11:25

Enzo Iacopino (Odg) in polemica con Sergio Rizzo: “Più vigilanza sui corsi di formazione per giornalisti”

Il presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti, Enzo Iacopino, risponde a Sergio Rizzo, autore di un articolo pubblicato il 30 novembre su Corriere.it dal titolo ‘Condoni e punti ai relatori: i corsi burletta per giornalisti’.

Ecco la replica di Iacopino in una lettera pubblicata sul Corriere della Sera:

E’ possibile che tra centinaia e centinaia, ben oltre un migliaio fino ad ora, di corsi organizzati per la prima volta dai Consigli regionali dell’Odg ce ne sia stato qualcuno inadeguato. Difficile ipotizzare che il Parlamento europeo e un importante Odg regionale organizzino o propongano «una schifezza» (articolo del Corriere della Sera: «Condoni e punti ai relatori. I corsi burletta per giornalisti»). Tale si rivela? Non ci saranno repliche, ma una maggiore vigilanza. Quel che sono in grado di affermare è che non ci sarà alcun condono né alcun «Crediti day» per accaparrarsi crediti in omaggio a go go, ma tutti gli Ordini regionali sono e saranno impegnati per offrire ai colleghi opportunità di acquisire formazione e aggiornamento a titolo assolutamente gratuito. La linea dell’Odg nazionale è questa: corsi gratuiti, in numero sufficiente. Il regolamento relativo è pubblico da mesi e resiste alle pressioni di relatori professionali (grandi star del giornalismo) e parlamentari che reclamano esenzioni in virtù delle loro qualità di docenti. Non otterranno risultato e i crediti che potranno acquisire come relatori, nel triennio, saranno al massimo 10 su 60. La legge obbliga il Consiglio nazionale dell’Ordine ad accreditare quegli enti che abbiano una esperienza generica triennale nella formazione. Non è consentito all’Odg fare selezioni. Purtroppo. Ma deve solo verificare questo requisito e trasmettere la documentazione al Ministero della Giustizia per il suo parere «vincolante». Non è prevista una certificazione antimafia dei richiedenti, né l’esame del Dna politico. C’è un modo semplice per respingere questo assalto dei «mercanti» della formazione: disertare i corsi a pagamento. I colleghi lo hanno capito e, infatti, il numero delle richieste sta precipitando, il Lazio si è da subito opposto a richieste di corsi a pagamento. Ha il mio consenso incondizionato. Le sanzioni, infine, ci sono e sono quelle previste dalla legge per le violazioni degli obblighi deontologici, il regolamento ne ha aggiunta una in più, l’impossibilità di ricoprire incarichi. Peccato Rizzo non la apprezzi, ma era più facile chiudere il servizio con una battuta.
Insisto: ma tutto questo a che cosa (e soprattutto a chi) serve? (s.r.)

Franco Abruzzo aggiunge: “Qualcuno spieghi a Sergio Rizzo che i clienti dei giornalisti sono i lettori e che una buona preparazione soprattutto giuridica e deontologica può rendere il giornalismo migliore e soprattutto rispettoso della dignità dei cittadini protagonisti delle cronache di tutti i giorni”.