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03 dicembre 2014 | 12:53

Chili Tv si espande in Europa: “Vogliamo raggiungere 7 milioni di clienti entro il 2018″, dice il presidente Parisi

Chili Tv, la prima tv on demand italiana distribuita esclusivamente via Internet, si prepara ad espandersi in Europa. Lo rivela il presidente Stefano Parisi. Tra Natale e marzo Chili Tv si affaccerà su quattro mercati europei: Gran Bretagna, Germania, Austria e Polonia. Una mossa preparata la scorsa estate con l’aumento di capitale da 8 milioni di euro che ha portato nella compagine societaria una serie di azionisti, tra cui Claudio Sposito, Francesco Trapani, Antonio Belloni, Arnaldo Borghesi, Bianca Passera, Lauro Buoro e Giuseppe Ambrosi.

Stefano Parisi

Stefano Parisi

“Con i nostri 350mila clienti”, afferma Parisi, “siamo la prima over-the-top italiana per numero di clienti e per offerta con quasi 5mila titoli tra film e serie tivù. Il nostro però è uno dei Paesi dove la familiarità all’uso della smart tv per vedere un film in streaming è indietro rispetto a quasi tutt’Europa. In Italia solo il 30% delle televisioni smart vendute sono connesse a Internet. In Germania e in Gran Bretagna sono a più dell’80%. È per questo che guardiamo ai mercati esteri, tra cui quello tedesco e quello inglese che stanno crescendo rapidamente, anche grazie alla presenza di Netflix”.

Chili Tv non teme la concorrenza di Netflix, assicura Parisi: “Al contrario, vediamo con favore il suo arrivo. Avere un grande operatore che entra con un’offerta importante obbligherà il mercato ad aprirsi, il che per noi è vitale”.

L’obiettivo di Chili Tv è di arrivare a 7 milioni di clienti in Europa con ricavi previsti per il 2018 di 198 milioni (nel 2013 sono stati 1,9 milioni). “Prevediamo che alla fine del 2018 l’Italia rappresenterà il 20% del nostro fatturato”, afferma Parisi. Il passo successivo sarà la quotazione in Borsa. “È un progetto a cui stiamo pensando seriamente”, conferma Parisi. “Se avremo successo nei quattro Paesi dove stiamo entrando, avremo bisogno di finanziarne l’apertura in molti altri. Per l’Ipo abbiamo tempo fino al secondo semestre 2016”.

L’articolo integrale è sul mensile Prima Comunicazione n. 455 – Novembre 2014

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