Editoria

04 dicembre 2014 | 15:37

Il Rapporto Aie sulla piccola editoria presentato oggi a Più libri più liberi (GRAFICI)

Piccoli ma grandi innovatori, comunque in trasformazione. E’ questo l’altro volto della piccola e media editoria, raccontata non solo attraverso i segni meno. Creatori di mondi e di personaggi, portavoce di universi narrativi e instancabili organizzatori di cultura, capaci di interpretare i desideri dei lettori e trasformarli in libri, gli oltre mille marchi – attivi commercialmente – della piccola editoria rappresentano una ricchezza inestimabile per il mondo del libro: quasi il 50% dei titoli pubblicati e il 20% dei titoli commercialmente vivi. E non solo idealmente: i 400 editori che espongono alla fiera Più libri più liberi dedicata alla piccola e media editoria (Roma, 4-8 dicembre) in termini di fatturato valgono qualcosa come il terzo-quarto ‘gruppo editoriale’ italiano.

Per fotografarne le dinamiche è uscito oggi sulle principali piattaforme online il Rapporto sullo stato della piccola editoria 2014, a cura dell’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (Aie), per la collana dei Quaderni del Giornale della Libreria: un’indagine a tutto tondo basata su un campione di 220 piccoli editori (10 – 60 titoli) interrogati su produzione, fatturati, internazionalizzazione, digitale e soprattutto sul futuro, in modo omogeneo rispetto a ricerche analoghe del 2000.

Cosa ne emerge? L’elemento in assoluto più curioso – spiega l’Aie – è che i piccoli editori, o almeno una parte di essi (circa il 14%) non solo si sono innovati nelle componenti di natura più editoriale, ma anche in quelle imprenditoriali: vendono più delle media attraverso e-commerce (“pesa” il 15,6% per i piccoli dell’indagine rispetto al 12% di media), fanno più e-book (il segmento vale per i piccoli, in base alle loro risposte, il 4,7% nel 2013 e arriva all’8,9% in previsione 2014. La stima 2014 per il mercato ebook generale è al 5%), usano di più i social network, vendono più diritti a editori stranieri (la vendita di diritti di opere della piccola e media editoria è cresciuta del 96,2% dal 2011). Ma vi è un altro 43% a cui basterebbe poco per inserirsi in questo percorso virtuoso. E qui anche la politica può avere un ruolo importante.


Nel dettaglio anche qualche dato (negativo) per riflettere: i piccoli editori dell’indagine pubblicano meno novità (-14,8% nel 2013 rispetto all’anno prima e un altro -4% in previsione per il 2014) e ristampano meno (-15,5% nel 2013 ma +4,1% per il 2014). Le tirature si riducono: in media un piccolo editore era presente (nel 2013) in 334 librerie, per quest’anno la previsione è di 308, forse compensate dalle librerie online. Preoccupante il tema delle rese: da un 52% del 2000 si è passati a toccare il 63,6% quest’anno (almeno come previsione 2014).

Più in generale, nel 2013 export e vendita di diritti di edizione di libri italiani all’estero sono cresciuti del +7,3% rispetto al 2012 (dopo un 2011 poco positivo). La capacità, e la possibilità di vendere diritti di edizione a editorie straniere, risulta però diversa da genere a genere (si pensi solo all’editoria per ragazzi: +2,3% nel 2013), da Paese a Paese, anche in rapporto alla dimensione dell’impresa. Cresce di molto la capacità della piccola editoria a vendere titoli all’estero: +96,2% tra 2011 e 2014, anche se i numeri assoluti sono ancora piccoli.

Per questo Più libri più liberi dedica tre incontri professionali al tema: il primo, ‘Le opportunità per l’editoria italiana nel mercato Usa’ (in collaborazione con Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane), previsto il 5 dicembre alle 13 nella Sala Smeraldo del Palacongressi, sarà l’occasione per presentare l’Italian Publishing Research Project, una ricerca che esamina la vendita dei diritti di opere italiane nel mercato Usa e il posizionamento della letteratura italiana rispetto a quella di Francia, Spagna e Germania nostri diretti concorrenti. Parteciperanno Chad Post (Open Letter Books e University of Rochester) e Matteo Picariello (Ice Agenzia di Chicago).

Il secondo incontro è previsto per sabato, 6 dicembre, alle 12 in Sala Smeraldo ed è dedicato a fornire gli ‘Elementi operativi per l’internazionalizzazione del business editoriale’ (in collaborazione con Ice), condotto da Paola Pecchioli (Rights manager de Il Mulino) e Ines Aronadio (Ice) per favorire da un lato l’allargamento del dialogo anche al di fuori dei Paesi europei e verso i mercati emergenti, dall’altro valorizzare le eccellenze di molti settori della piccola editoria (ragazzi, enogastronomia, graphic novel, ecc.).

Alfieri Lorenzon, direttore Aie

Alfieri Lorenzon, direttore Aie

Sempre il 6 dicembre alle 14 BooksinItaly si presenta ai piccoli editori. Il portale – realizzato da Fondazione Alberto e Mondadori, promosso da Ministero degli affari esteri, Ministeri dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Centro per il libro e la lettura, in collaborazione con Aie, con il patrocinio di Expo 2015, e con il sostegno di Regione Lombardia, Comune di Milano e Fondazione Cariplo – si rivolge agli editori – sia italiani sia stranieri – agli agenti letterari, ai traduttori, agli italianisti, agli Istituti italiani di cultura e agli italiani all’estero. E’ pensato per favorire la presentazione dei titoli degli editori italiani, e in particolar modo a quelli più piccoli, agli operatori di settore stranieri, ed è uno strumento particolarmente adatto a quei piccoli editori che non hanno una struttura specificamente dotata e che dispongono di un numero limitato di titoli da proporre alle case editrici straniere. Interverranno Luisa Finocchi (Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori), Mario Giro (Sottosegretario di stato al Ministero degli Affari Esteri) e Alfieri Lorenzon (direttore Aie).

Il Rapporto sullo stato della piccola editoria 2014 è scaricabile gratuitamente dalle principali piattaforme solo oggi 4 dicembre. Dal 5 dicembre sarà in vendita al costo di 3,99 euro.

Qui il Rapporto Aie sullo stato dell’editoria in Italia 2014 presentato alla Buchmesse di Francoforte l’8 ottobre.