09 dicembre 2014 | 15:08

Costa (Fieg) sulla diffamazione: “Bene l’abolizione del carcere ma rivedere la competenza territoriale”

“L’abolizione del carcere e la non punibilità dei giornalisti in caso di dichiarazioni o rettifiche sono importanti risultati della proposta di legge sulla diffamazione. Sono, invece, da rivedere le disposizioni sulla competenza territoriale e sulla procedura per l’eliminazione di contenuti diffamatori dal web, le modalità delle rettifiche e le multe di importo troppo elevato”. È il giudizio espresso dal presidente degli editori, Maurizio Costa, illustrando i contenuti dell’audizione della Fieg presso la Commissione giustizia della Camera svoltasi oggi nell’ambito dell’esame della proposta di legge in materia di diffamazione.

Maurizio Costa (foto Olycom)

Maurizio Costa (foto Olycom)

“Il provvedimento costituisce un importante intervento legislativo che, in massima parte, riesce a bilanciare – ha affermato Costa  – diversi diritti di rango costituzionale: le libertà di informazione, di espressione, di critica, di cronaca e i diritti della personalità e, in particolare, il diritto all’onorabilità.”

“Gli editori esprimono apprezzamento per il lavoro del Parlamento destinato a rimediare ad una situazione non più sostenibile con una media di 400 procedimenti all’anno nei soli tribunali di Roma e Milano, oltre due miliardi di euro di richieste risarcitorie negli ultimi 10 anni e una durata delle cause di almeno 9 anni. Gli editori auspicano, poi, che si rivedano i limiti ancora presenti nel testo. In primo luogo, ha concluso Costa, occorre rivedere, per i giornali on line, la competenza territoriale basata sulla residenza della persona offesa, che determinerebbe la proliferazione dei procedimenti penali, tanti quanti i luoghi di residenza dei diffamati, con preoccupanti ricadute sulle possibilità di difesa”, conclude il presidente della Fieg.