TLC

10 dicembre 2014 | 16:38

L’Asati, associazione di piccoli azionisti di Telecom Italia, vuole indurre il Governo ad un ripensamento sulle strategie per lo sviluppo dei collegamenti ultrabroadband

(MF-DJ) “Il continuo e incessante progresso tecnologico dovrebbe indurre il Governo a un ripensamento sulle strategie per lo sviluppo dei collegamenti ultrabroadband”.
E’ quanto chiede in una nota l’Asati – associazione di piccoli azionisti di Telecom I. che raduna circa l’1% del capitale della società di tlc – dopo il via libero definitivo da parte dell’Itu (International Telecommunications Union) dello standard G.fast (Fast Access to Subscriber Terminals), capace di garantire velocità di accesso sulle linee telefoniche esistenti su rete in rame fino a 1 Gbit/s.

“La rete in rame si dimostra ancora una volta competitiva, certamente meno costosa rispetto alle architetture Ftth e in grado di assicurare, nei tempi previsti, il raggiungimento degli obiettivi infrastrutturali dell’agenda digitale”, ha spiegato il Presidente dell’associazione, Giuseppe Lombardi.

Entro un raggio d’azione di 100 metri dal punto di distribuzione, lo standard G.fast assicura velocità simili a quelle della fibra ottica e con investimenti decisamente inferiori rispetto alle architetture Ftth (Fiber to the home). Il G.fast è stato introdotto con l’obiettivo di avere le prestazioni massime per distanze fino a circa 100m, con velocità aggregate (download e upload insieme) comprese tra 500Mbit/s e 1Gbit/s.