Gli effetti dei motori di ricerca sul pluralismo dell’informazione: la ricerca dell’Istituto per la privacy (PDF)

Oggi, in concomitanza con la notizia della chiusura di Google News in Spagna, l’Istituto italiano per la privacy e la valorizzazione dei dati pubblica uno studio internazionale sugli effetti dei motori di ricerca sul pluralismo dell’informazione, nel quale “si dimostra oggettivamente, sia sotto il profilo del rispetto dei diritti fondamentali che dal punto di vista econometrico, che i search engines e gli aggregatori di notizie sono formidabili abilitatori del pluralismo, specialmente a favore dei piccoli editori”.

Luca Bolognini

Luca Bolognini

“Leggi come quella spagnola o anche come quella italiana, che impone di includere nei mercati SIC regolati da Agcom anche i motori di ricerca, sono irragionevoli perché trattano i motori al pari degli editori, quando in realtà essi sono solo abilitatori e ‘incrementatori’ di pluralismo e di accesso all’informazione”, dice l’avvocato Luca Bolognini, presidente dell’Istituto. “Anche sentenze come quelle della Corte di Giustizia sul caso Google Spain non sembrano pienamente comprensibili, perché scindono l’interesse pubblico alla notizia dal nostro diritto di ricercarla on line, così limitando di fatto la libertà d’informazione di tutti noi utenti. La politica dovrebbe occuparsi di questi temi, per non isolare i cittadini europei dal resto del mondo libero”.

Clicca qui per scaricare il report della ricerca ‘Effetti dei motori di ricerca sul pluralismo dell’informazione’ (.pdf)

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