12 dicembre 2014 | 16:48

Le norme Agcom sul copyright online bloccano 3,5 milioni di file. 142 istanze, 95 procedimenti

Oltre 2,5 milioni di file musicali e più di un milione audiovisivi diffusi illecitamente in Rete non sono più accessibili a seguito degli ordini di blocco adottati con l’entrata in vigore, lo scorso marzo, del regolamento Agcom per la tutela del diritto d’autore online. E’ uno dei risultati emersi dalla quarta riunione del Comitato per lo sviluppo e la tutela dell’offerta legale di opere digitali che si è tenuta ieri a Roma nella sede romana dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Nel corso dei lavori – spiega una nota dell’Agcom – è stata illustrata l’attività svolta dalle tre sezioni tematiche, che si occupano rispettivamente di promozione dell’offerta legale, educazione alla legalità e codici di autoregolamentazione, monitoraggio sull’attuazione del Regolamento. In nove mesi, dall’entrata in vigore delle nuove norme al 30 novembre scorso, sono arrivate all’Autorità 142 istanze, al netto di quelle compilate e non perfezionate secondo la procedura informatizzata descritta sul sito www.ddaonline.it. Di queste, la maggior parte ha riguardato opere fotografiche (il 33%) e audiovisive (il 32%). Seguono le istanze che hanno ad oggetto opere di carattere sonoro (15%), editoriale (11%) e letterario (4%), inclusi e-book, manualistica in chiave educational e narrativa. Solo due istanze hanno riguardato i servizi di media audiovisivi. Nove istanze sono state ritirate e 30 sono state archiviate in via amministrativa per vizi formali. I procedimenti avviati sono stati 95, alcuni dei quali risultano dalla riunione di più istanze. Di questi, il 71% è stato istruito con rito ordinario (che prevede una durata massima di 35 giorni lavorativi) e il 29% con rito abbreviato (12 giorni lavorativi di durata massima), in ragione della gravità della lesione dei diritti di sfruttamento economico delle opere segnalate o del carattere massivo della violazione. Tra i procedimenti conclusi al 30 novembre, il 62% ha fatto registrare un adeguamento spontaneo da parte dei destinatari della comunicazione di avvio; il 29% è sfociato nell’adozione da parte dell’Autorità di un ordine di blocco del DNS dei siti segnalati; il 9% è stato archiviato dalla Commissione per i servizi e i prodotti.

Angelo Marcello Cardani (foto Olycom)

Angelo Marcello Cardani, presidente Agcom (foto Olycom)