15 dicembre 2014 | 9:12

Saviano attacca il direttore del ‘Tempo’: politica e stampa 
intreccio perverso. Risponde Chiocci: il nostro giornalismo vero, non copia-e-incolla

Roberto Saviano nella rubrica L’Antitaliano su L’Espresso. Politica e stampa 
intreccio perversoNell’inchiesta 
sul sacco di Roma gli incontri 
del direttore 
del “Tempo” 
con Alemanno e Carminati per una campagna a favore della cooperativa 
di Buzzi. Anche così indagati e arrestati cercavano di pilotare gli affari

Dalle cronache di questi giorni è venuto fuori, fra tanti altri, un dato inquietante. Il rapporto tra il quotidiano romano “Il Tempo” e la cosca Carminati. «Questo amico nostro», così il boss Massimo Carminati e Salvatore Buzzi definiscono il direttore Gian Marco Chiocci nelle loro telefonate, considerandolo l’anello che permette al gruppo di avere un rapporto diretto con i media. Non stupisca che siano scelti giornali locali per ottenere vantaggi negli affari, l’importante è avere una sponda anche marginale su cui poi far partire le loro campagne. Vale la pena descrivere quello che emerge dalle informative dei Ros dei carabinieri nell’inchiesta “Mafia capitale”.

Roberto Saviano (foto SkyTg24)

Roberto Saviano (foto SkyTg24)

Ecco cosa accade quando il Consorzio di Cooperative Sociali “Eriches 29” (di Salvatore Buzzi e dei suoi sodali) si aggiudica la gara d’appalto europea bandita dalla Prefettura di Roma per la gestione del Centro di accoglienza per rifugiati di Castelnuovo di Porto, a pochi chilometri a nord di Roma, per 21 milioni di euro. Una cifra piuttosto bassa, per cui la società francese Gepsa – gestore precedente del centro e concorrente sconfitto – fa ricorso al Tar, che sospende l’assegnazione. Il gruppo di Buzzi e Carminati voleva però sbloccare la situazione e fare in modo che l’appalto gli fosse riaffidato. Il primo passo a cui pensa il gruppo mafioso è una campagna mediatica, quindi si rivolgono a uomini e stampa amica. Buzzi – raccontano le informative – chiede aiuto all’allora sindaco di Roma Gianni Alemanno, che intercede per lui presso Gian Marco Chiocci. Il 7 marzo di quest’anno Buzzi e Alemanno incontrano il direttore de “Il Tempo”, incontro che deve essere stato molto utile perché al termine Salvatore Buzzi invia un sms alla moglie: «È andata benissimo mi ha accompagnato Alemanno e ha perorato la nostra causa al direttore del Tempo che ha preso tutti i materiali che ho portato per approfondire il tutto entro breve. Mitico». Qualche giorno dopo, il 12 marzo sul “Tempo” esce un articolo dal titolo “Centro rifugiati bloccato dai francesi. Palla al Tar”. Come è scritto nell’informativa dei Ros era «caratterizzato da un approccio critico alle ragioni che l’azienda francese intendeva far valere in sede giudiziale; esso deplorava, tra l’altro, sia le condizioni antieconomiche della sua offerta, sia i disservizi indirettamente arrecati dal protrarsi del contenzioso». Insomma, la società francese, con il suo ricorso per sospette irregolarità, non faceva altro che bloccare il centro rifugiati e creare un disservizio. A spiegare che l’articolo era uscito grazie all’intercessione di Alemanno presso il direttore Chiocci è lo stesso Buzzi negli sms inviati quella mattina, in particolare quello mandato a Massimiliano Muccari: «Il grazie a Alemanno perché abbiamo chiesto a lui di farci uscire sul Tempo in chiave nazionale anti francese». E quello inviato allo stesso Alemanno: «Buongiorno Gianni e uscito un ottimo articolo su il Tempo ringrazia per noi il Direttore e ancora grazie per la tua disponibilità Un abbraccio S. Buzzi». Al quale Alemanno aveva risposto con: «Un abbraccio. Gianni».

E poi l’incontro tra Chiocci e Carminati avvenuto avvalendosi dell’avvocato Ippolita Naso. I due non vogliono farsi sorprendere, quindi adottano accurate precauzioni (l’avv. Naso rimase per buona parte dell’incontro tra Carminati e Chiocci in attesa sulla soglia dell’ingresso, «nel presumibile intento», scrivono i carabinieri, «di intercettare all’esterno dello studio ogni eventuale avventore e precludergli la vista dei presenti»). Secondo i Ros non c’era nessuna millantata intervista da fare piuttosto è presumibile che abbiano parlato della stessa vicenda per cui anche Buzzi si era mosso nei giorni precedenti. Poi “Il Tempo” tornerà sulla faccenda, per sostenere che il giudice del Tar che ha sospeso l’assegnazione è in conflitto di interessi. E questi articoli dovrebbero dar vita, secondo le insistenze di Buzzi, addirittura a una interrogazione parlamentare del Pd (dell’onorevole Micaela Campana), che però non sarà mai presentata.
Clan, giornali compiacenti, politica: una triangolazione che è sempre più un modello di azione per difendere gli affari, e che nulla ha più a che fare con l’informazione.

http://espresso.repubblica.it/opinioni/l-antitaliano/2014/12/10/news/politica-e-stampa-intreccio-perverso-1.191197


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L’editoriale di  Gian Marco Chiocci , direttore del ‘Tempo”

A proposito di Saviano. Il copia & incolla e le regole del giornalismo

Gian Marco Chiocci (foto Infosannio)

Gian Marco Chiocci (foto Infosannio)

Non sappiamo più come scusarci con i lettori de Il Tempo ma siamo costretti a occuparci, di nuovo, del sommo Roberto Saviano che dalle pagine de L’Espresso torna ad adombrare chissà quali commistioni tra Il Tempo e i cattivi di Mafia Capitale. Per la sua filippica Saviano sceglie il giorno peggiore e fa anche finta di non accorgersene. Il giorno peggiore (per le sue tesi) è quello in cui il procuratore Pignatone afferma pubblicamente che «Il Tempo» e i suoi cronisti hanno esercitato il diritto di cronaca (cosa che peraltro già traspariva nitidamente dalle informative dei carabinieri). La cosa drammatica è che lo scrive lo stesso Saviano, pure senza accorgersene (gli capita spesso: ha copiato tanti articoli, senza accorgersene) riportando un sms virgolettato di Buzzi che allora nessuno immaginava poter essere ciò che oggi i pm ritengono sia: «Il direttore del Tempo ha preso tutti i materiali che ha portato per approfondire il tutto entro breve». Per approfondire, non per scrivere sotto dettatura. Bene: il giornalismo (quello vero, non da copia-e-incolla) è esattamente questo. Recuperare il materiale e approfondire un tema. Se davvero ci fosse stata commissionata una campagna stampa, non ci sarebbe stato bisogno né di portare il materiale né di approfondire. Avremmo scritto sulla fiducia. Ma visto che ci fidiamo (e non sempre) solo di noi stessi, prima verifichiamo le carte, poi le studiamo e quindi scriviamo. Non ci limitiamo a copiare e basta. Noi.

Di GIAN MARCO CHIOCCI Pubblicato il: 13/12/2014 09:06

http://www.iltempo.it/l-editoriale-gian-marco-chiocci-1.1195627/a-proposito-di-saviano-il-copia-incolla-e-le-regole-del-giornalismo-1.1356918