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16 dicembre 2014 | 13:11

Vendite smartphone a +20%, 1,2 miliardi nel 2014. Samsung in testa ma perde terreno

(ANSA) Complici i prezzi bassi il mercato degli smartphone cresce, mentre frena quello dei telefoni tradizionali. Nel terzo trimestre, secondo Gartner, le vendite di cellulari smart sono aumentate del 20% a 301 mln rispetto al -25% dei ‘non smart’. Ad oggi ogni 3 telefonini venduti, 2 sono smartphone, che secondo gli analisti arriveranno a rappresentare il 90% delle vendite nel 2018. Nel 2014, intanto, se ne venderanno 1,2 mld con Samsung al primo posto e in calo, seguita da Apple e dalle sempre piu’ forti aziende cinesi. Il declino dei telefonini tradizionali, spiega l’analista Roberta Cozza, dipende dalla sempre minore differenza di prezzo tra questi e gli smartphone con sistema operativo Android, soprattutto quelli prodotti in Cina. Anche le vendite di smartphone, tuttavia, non crescono dappertutto. Nel terzo trimestre gli acquisti hanno mostrato un incremento del 50% in Europa orientale, Medio Oriente e Africa, ma in Europa occidentale si è registrata una flessione, la terza consecutiva, del 5,2%. In Usa, invece, complice il lancio dei nuovi iPhone, le vendite sono aumentate del 18,9%. Tra i costruttori, Samsung resta al primo posto con 73,2 milioni di smartphone venduti e una quota del 24,4%. I dati sono in netto calo rispetto agli 80,3 milioni di device e alla market share del 32,1% riportata nel terzo trimestre 2013. Apple, in seconda posizione, ha venduto 38,1 milioni di iPhone rispetto ai 30,3 di un anno fa, portando la sua quota dal 12,1 al 12,7%. Chiudono la top five tre aziende cinesi – Huawei, Xiaomi e Lenovo – tutte in crescita, soprattutto la seconda. Huawei ha riportato vendite per 15,9 milioni di unità contro gli 11,6 milioni dell’anno precedente, con una market share in crescita dal 4,7 al 5,3%. L’emergente Xiaomi, soprannominata ‘la Apple della Cina’, è passata da 3,6 a 15,7 milioni di smartphone venduti, e dall’1,5 a 5,2% di market share. Lenovo, infine, ha visto le vendite aumentare da 12,8 a 15 milioni, con una quota di mercato in calo di 0,2 punti percentuali al 5%. (ANSA, 16 dicembre 2014)