Radio, Televisione

19 dicembre 2014 | 12:03

Il direttore di Radio 1 Flavio Mucciante: “La riforma delle newsroom è necessaria e coraggiosa”

(ANSA) “La riforma delle Newsroom e’ necessaria e coraggiosa. Nell’annunciata trasformazione della Rai da Broadcaster a Media Company , nessuno può restare escluso”. Lo ha detto il direttore di Radio1 Flavio Mucciante, nel corso dell’audizione davanti alla Commissione Parlamentare di Vigilanza, che sta ascoltando i responsabili di reti e testate Rai in vista dell’esame dell’atto di indirizzo sul “Piano 15 dicembre”. I tre telegiornali della Rai – secondo Mucciante – “coprono un bacino di utenza enorme secondo target differenziati con singoli brand molto riconoscibili, un patrimonio da preservare insieme alla forte identità dei tg, perché il pubblico non si senta disorientato da sigle, grafiche, conduttori ai quali non corrisponde l’anima del telegiornale, che aveva scelto di seguire “. La riforma – ha affermato il direttore di Radio1 – “sarà un’occasione per abbattere i costi di produzione, sfruttare in tutte le sue potenzialità la nuova tecnologia digitale, che potrà rivoluzionare prodotto e organizzazione del lavoro ma anche un’irripetibile opportunità per i giornalisti della Rai per tornare ad essere protagonisti di tutti quegli spazi pregiati di palinsesto oggi appaltati ad esterni”. “Un inviato della radio oggi realizza servizi per Gr1, Gr2, Gr3, interviene in diretta nei programmi di approfondimento della rete, costruisce reportage per i rotocalchi del fine settimana”. Per questo il direttore di Radio1 ha definito “fuorviante” coinvolgere il Gr nelle polemiche sulle trasferte, che si sono susseguite in questi ultimi mesi. Radio1 – assicura il suo direttore – e’ oggi “un moderno canale di informazione in linea con i più competitivi servizi pubblici europei, sperimenta ogni giorno con Fiorello un nuovo modo di fare la radio con le sole note audio di uno smartphone, e’ in recupero di ascolti (ha nuovamente superato quota 4 milioni nel giorno medio) con forte appeal pubblicitario, avviandosi a chiudere il 2014 con segno positivo in controtendenza rispetto al mercato”. La rete lavora già da quindici anni in digitale ma i nodi da sciogliere per lo step successivo – spiega Mucciante – restano la copertura del segnale e gli apparecchi di ricezione: entro il 2015 la tecnologia Dab dovrebbe essere presente in tutto il Nord Italia, entro il 2017 la digitalizzazione dovrebbe essere completata. Ma non esiste, come per la tv, una data per lo switch off – avverte il direttore di Radio1 – e’ questo, per la radio, il principale interrogativo al momento senza risposta”. (ANSA, 18 dicembre 2014)

Flavio Mucciante

Flavio Mucciante