Televisione

19 dicembre 2014 | 15:19

La Rai in campo per l’alfabetizzazione digitale con il progetto ‘Manzi 2.0′

(ANSA) Cinquant’anni fa un terzo della popolazione italiana era analfabeta, oggi più o meno la stessa percentuale non è in condizione di usare gli strumenti legati allo sviluppo di Internet, ponendo il Paese ai primi posti in Europa per analfabetismo digitale. Riprendendo lo spirito della la storica trasmissione ‘Non è mai troppo tardi’ di Alberto Manzi, che dal piccolo schermo insegnò a leggere a scrivere agli italiani, la Rai torna a svolgere il ruolo di maestra con il progetto “Alfabetizzazione Digitale: Manzi 2.0″. Non una trasmissione specifica – ha spiegato il dg Luigi Gubitosi a Viale Mazzini -, ma una contaminazione dell’intera programmazione del servizio pubblico, dalle fiction ai talk show, per favorire il raggiungimento dell’obiettivo dell’Agenda Digitale che vuole portare il tasso di analfabetismo digitale al 15% nel 2020. “Torniamo alle origini con il maestro Manzi – ha sottolineato -. I big data e la digitalizzazione stanno cambiando il mondo e, per prima cosa, stiamo applicando questo cambiamento a noi stessi. Il processo di digitalizzazione della Rai, cominciato due e anni e mezzo fa, sta andando avanti come previsto e a fine 2016 la digitalizzazione sarà un fatto compiuto per la tv pubblica”. Il progetto, che ricalca quello voluto dalla Bbc ed è partito con un percorso di formazione dei team editoriali della tv pubblica, comprende la digitalizzazione delle Teche, la promozione di un utilizzo responsabile della rete e la comunicazione delle strategie previste con l’Agenda Digitale. La Rai ha siglato accordi quadro con l’Agenzia per l’Italia Digitale, Anica, Apt e l’Associazione Digital Champion per lo sviluppo di iniziative congiunte volte alla alfabetizzazione. E’ intervenuta anche il ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, che ha sottolineato da un lato i ritardi dell’Italia nella domanda e nell’offerta di servizi digitali, dall’altro lo sforzo del governo per sviluppare l’informatizzazione del Paese. “Stiamo rivoluzionando i servizi pubblici – ha spiegato – e questo cambiamento lo concepiamo in modo digitale perché la digitalizzazione è un diritto dei cittadini”. Madia ha quindi ricordato che è stato recentemente approvato il decreto attuativo del Sistema Pubblico dell’Identità Digitale, il cosiddetto ‘Spid’, e sottolineato le potenzialità dell’anagrafe unica che “consentirà con un unico Pin a tutti i cittadini di accedere ai servizi della pubblica amministrazione”. Nel corso dell’incontro, Riccardo Luna ha spiegato gli obiettivi che si pone quale nuovo Digital Champion per l’Italia, incarico istituito dall’Ue per promuovere la diffusione della tecnologia nei vari Paesi europei. “Ho voluto creare un digital champion in ogni comune italiano – ha affermato – ed ora ci sono già mille volontari che, andando porta a porta, spiegheranno agli italiani le potenzialità dei nuovi strumenti”. Ha aderito al progetto anche Gubitosi, proponendosi come digital champion per Cortina D’Ampezzo. Luna ha quindi sottolineato le grandi potenzialità dell’Italia, come fucina di start up. “Ce ne sono più nel nostro Paese che nella Silicon Valley”, ha fatto sapere, invitando sul palco giovani che hanno fatto successo grazie a turbine eoliche domestiche, programmi per la traduzione o app per evitare di fare la fila prendendo il numeretto direttamente con il cellulare. (ANSA, 19 dicembre 2014)

Luigi Gubitosi e Anna Maria Tarantola (foto Olycom)

Luigi Gubitosi e Anna Maria Tarantola (foto Olycom)