19 dicembre 2014 | 17:52

Caprarica alla Zanzara: “Aldo Grasso? Vada all’altro mondo, non c’è spazio per tutti e due”

“Aldo Grasso? Mi critica qualunque cosa io faccia. Se vado in Albania sono una stella cadente che cerca una nuova carriera, se me ne vado dall’Albania sono uno snobbone. Che cosa posso fare? Forse andarmene all’altro mondo, oppure ci può andare lui. Il mondo è piccolo per tutti e due, e io non ho nessuna voglia di andarmene. Se lui vuole accomodarsi…”. Così Antonio Caprarica, storico ex corrispondente Rai a Londra, a La Zanzara su Radio 24. Qualche giorno fa Caprarica ha lasciato polemicamente la direzione delle news della neonata Agon Channel dell’imprenditore romano Francesco Becchetti.

Antonio Caprarica (foto Olycom)

Antonio Caprarica (foto Olycom)

Caprarica attacca il critico tv del Corriere della Sera: “Lui un critico? Ma lo leggono in dodici, per fare una citazione manzoniana. Se continua a dirmi che a Londra ho fatto lo snobbone e mi sono concesso chissà quali lussi, questa è la volta che lo querelo. Ce l’avessi io la rendita di posizione di cui gode Grasso. Ha una colonna quotidiana per sparare a zero contro tutti i suoi nemici e salvare regolarmente tutti i suoi amici. Questa in alcune zone d’Italia viene definita mentalità di un certo genere…”.

“Vorrei far sapere a Grasso – continua Caprarica a La Zanzara – che per andarmene dall’Albania ho dato un calcio a un tesoretto che molti di questi moralisti d’accatto farebbero miracoli per cercare di accaparrarselo. Non dico quanto, ma mi avrebbe consentito una vecchiaia tranquilla. Ma prima delle cravatte viene il mio nome e la mia integrità. Non mi sono mai venduto in tutta la mia vita. E non vedevo ragione di farlo negli ultimi anni della mia carriera. Non potevo non dire la verità. Io sono malato di giornalismo, ho accettato un’offerta in cui mi dicono che faremo un giornalismo nuovo, bellissimo. E invece  scopro che  devo fare un telegiornale registrato. I computer sono arrivati il 17 novembre e il primo dicembre partiva il tg. Allora dico grazie e me ne vado”.

“Ne ho le palle piene – sbotta Caprarica – della storia dei lussi. Ma quali lussi? Alla Rai mi sono sempre fatto un mazzo così, andavo negli alberghi quattro stelle, gli altri non so dove”. “E anche in Albania – prosegue – ho messo in piedi un telegiornale, mi sono fatto un mazzo come una capanna e sono pure finito in ospedale il 24 novembre”. In ospedale, chiedono i conduttori Giuseppe Cruciani e David Parenzo?:  “Ho avuto una crisi ipertensiva per lavoro. A proposito dei lussi, vi comunico il nome della clinica, si chiama Igea. Un ospedale vicino ad Agon Channel. Ma non ci sono finito solo io, il giorno successivo ci è finito un autore. Diciamo che lavorare ad Agon è piuttosto stressante”. E perché? “Le salette di montaggio nei container che non sono insonorizzate per cui non puoi manco registrare un pezzo, perché entra il rumore della pioggia. Tg da registrare un’ora e mezza prima, nessuna stampante, nessun ufficio ma un ammezzato sotto il tetto in cui si affollano e si mescolano le persone. Francamente non capisco perché Becchetti mi abbia ingaggiato, forse per il nome”.