Protagonisti del mese

24 dicembre 2014 | 10:39

La Rai dei (piccoli) miracoli

Viale Mazzini, tra santi veri e finti, forse non riesce a camminare  sulle acque, ma a fondo di sicuro non va. Anzi

Qualcuno sostiene che è un po’ presto per cementare all’ingresso del palazzo Rai di viale Mazzini una targa con su istoriato il motto della fenice: ‘Post fata resurgo’, dopo la morte mi rialzo. Se l’uccello è entrato nella mitologia per essere appunto rinato dalle proprie ceneri, il confronto con il corpaccione della Rai e il processo di rivitalizzazione che sta vivendo è forse eccessivo pur se rende l’idea. Se proprio si volesse accedere a un atto di devozione si potrebbe pensare a una messa in onore di Santa Chiara d’Assisi, dichiarata da Pio XII patrona della televisione e delle telecomunicazioni. O, se ispirati da più profonda malignità, a una processione che porti in giro per lo scanzonato quartiere romano Santa Rita da Cascia, avvocata degli impossibili. La verità è che il successo a Piazza Affari ottenuto da Rai Way, la società di Viale Mazzini che si occupa del trasporto e della diffusione dei segnali radiofonici e televisivi grazie a una tecnologia che non conosce soste nel rinnovarsi, più che un miracolo divino è il risultato di una diligente quanto astuta strategia finanziaria e industriale. L’eccellente performance in Borsa ha permesso di compensare il colpo di mannaia che il governo Renzi ha calato sulla Rai con il Decreto Irpef. Luigi Gubitosi, direttore generale della tivù di Stato e uomo di contenuti entusiasmi, non stava più nella pelle scorrendo i listini finanziari: nei primi nove mesi dell’anno l’azienda aveva registrato un’angosciosa perdita di 137,3 milioni di euro provocata dalla spending review di Palazzo Chigi, ma la successiva quotazione di Rai Way ha permesso di ripagare – o quasi – l’ammanco.

L’articolo integrale è sul mensile Prima Comunicazione n. 456 – Dicembre  2014