29 dicembre 2014 | 11:22

Il meglio e il peggio delle webserie nel 2014: novità, conferme, i canali tivù (VIDEO)

(Wired.it) Le novità viste online, le conferme dei nomi più noti, i grandi canali televisivi che si interessano alla rete e quello che di dirompente è successo negli Stati Uniti.

Il 2014, per la prima volta, è stato un anno di radicali mutamenti nello scenario audiovisivo online. Non solo promesse fatte (come negli anni scorsi), ma soprattutto mantenute e portate a termine. Abbiamo visto diverse prime volte, una contaminazione tra vecchi e nuovi media e novità sostanziali nei racconti online. Non solo le webserie per come le conosciamo, ma molte novità, generi ed esperimenti (spesso anche in Italia).

Con qualche eccezione è stato un anno che ha dimostrato come dopo la prima ondata di videomaker (quelli in attività dal 2010/2011) continuino ad arrivare novità. Sempre di più si delineano profili di sceneggiatori, attori e videomaker nuovi che girano serie a modo loro raccogliendo successo in un mondo aperto a tutti, uno in cui viene data una chance a Lory Del Santo come ai migliori videomaker giovani.

Abbiamo riassunto per voi tutto quello che è accaduto nel 2014 in 10 punti, i 10 eventi che hanno segnato quest’ultimo anno di trasformazioni nel campo dei video online. Da YouTube, alle webserie fino ai film a pagamento.

Il meglio

5. Martina Dell’Ombra de Broggi de Sassi
Ha iniziato a postare sul suo canale YouTube a Febbraio e per tutto l’anno ha portato avanti la più lunga trollata che si ricordi nelle webserie italiane. In molti credono a Martina e lo scopo dei suoi video satirici, in cui mette in scena con amatorialità di invidiabile fattura una pessima appassionata di politica, è di scatenare il peggio degli utenti. Martina non è forte per quel che dice (che spesso è divertente, ma tutto sommato prevedibile), quanto per come dimostra la facilità con cui in rete si abbocchi a quel che si vuole credere e la violenza che chi si crede migliore scatena contro le opinioni più facili da attaccare.

4. Le webserie in televisione
Sapevamo che questo momento sarebbe arrivato ma non che sarebbe giunto tutto insieme. TheJackaL ad AnnoUno, Il terzo segreto di satira su La7, La Buoncostume e Ludovico Bessegato (di Le cose brutte e Kubrick – Una storia porno) con Il candidato a Ballarò. Poi i ThePills su Italia 2 con la loro serie e con Zio Gianni dal 22 dicembre nel preserale di RaiDue, forse il piazzamento più importante di tutti. La televisione per pochi spiccioli acquista i pezzi pregiati di internet, nello sforzo disperato di riconquistare pubblico il quale, in tutta risposta, continua a guardare le clip online. Solitamente caricate indebitamente su YouTube.

3. Adattamenti
Intanto in America il successo dell’anno scorso di Lizzie Bennet Diaries ha portato ad una valanga di cloni. Tutte le arti audiovisive adattano qualcosa (romanzi, opere teatrali…) le webserie ancora non l’avevano mai fatto ma, dopo il successo della serie di Bernie Su, nel 2014 abbiamo visto uscire adattamenti di Romeo e Giulietta, Il dr.Jekyll e mr. Hyde, Frankenstein ed Emma (quest’ultima dagli stessi creatori di Lizzie Bennet). In Italia per il momento ancora niente.

2. Tutte le ragazze con una certa cultura
È probabilmente la seconda grande scoperta delle webserie italiane di questo 2014, ovvero il talento della scrittura di Roberto Venturini, sceneggiatore e soggettista di Tutte le ragazze con una certa cultura, webserie che prende di petto il mondo hipster ma con una proprietà di linguaggio, una quantità di idee e un umorismo che non imitano nessuno.

1. Esami – La serie
È stata la scoperta dell’anno. Arrivati al successo immediatamente già dal primo episodio le puntate della serie sono state un crescendo di popolarità e visite. Ideata e scritta da Edoardo Ferrario, girata e montata da Matteo Keffer e Maurizio Montesi, Esami – La serie non è stata nemmeno proposta ad un distributore o ad uno sponsor, i tre volevano solo andare online, liberi e autonomi, senza costrizioni e senza stare alle regole di nessuno.

Il peggio

5. The lady
Semplicemente perfetta (per questo merita il quinto posto come migliore tra i peggiori). Talmente paradigmatica da meritare una trattazione a parte, la webserie scritta, fotografata, montata, diretta e con i costumi di Lory Del Santo è la perla dell’anno.

4. Trombamici
Brutta già dal concept e tirata per le lunghe senza saper raccontare o avere un po’ d’originalità. Il bello di internet e delle webserie sono quei momenti in cui generano pensiero indipendente dagli altri media, in cui mostrano qualcosa che non sarebbe mai possibile vedere altrove, che nessuno autorizzerebbe e che invece è bello. I momenti peggiori sono quando il minimo della voglia incrocia il massimo dell’imitazione di brutti modelli.

3. Icon
La buona volontà, semplicemente, non basta. Icon è un esempio di mille altre webserie prodotte quest’anno che sembravano avere elementi per una buona riuscita, ma poi si è scoperto che mancavano totalmente di idee e serietà. Quando si dice che online si trova molto di improvvisato è questo quello a cui ci si riferisce.

2. Casa Lovero
Per promuovere il film, Pinuccio Lovero – Yes I Can è stata prodotta una webserie per nulla indipendente tutta versata sulla promozione e curata con il minimo livello d’impegno. Il cinema che sfrutta internet per i suoi comodi.

1. Webshow awards
Si tratta del primo caso italiano di cerimonia che celebra i talent di internet (attraverso quei talent stessi), presente unicamente online con una grande diretta trasmessa su YouTube. Uno spettacolo in grande stile che non aveva niente a che vedere con i vecchi media, ma che ha ravanato nella parte più autoindulgente e con l’umorismo peggiore della rete. Inqualificabile.

 

http://www.wired.it/play/cinema/2014/12/27/meglio-peggio-webserie-2014/