02 gennaio 2015 | 14:38

Se il veglione della Rai diventa uno spettacolo fantozziano. Aldo Grasso: né Insinna né Frassica sapevano pronunciare il nome di Courmayeur

(Corriere.it) Nella lunga omelia di fine d’anno Matteo Renzi ha fatto una promessa: «Questo che arriva sarà l’anno della Rai, che non ho lottizzato ma voglio migliorare». Facciamo così: per stima, abbuoniamogli il 31 dicembre 2014 e speriamo che spettacoli fantozziani come «L’anno che verrà» vengano esodati in fretta. Le persone che restano a casa per attendere il nuovo anno non avrebbero diritto di trarre dalle immagini un po’ di ottimismo, un po’ di eleganza, un po’ di luce che faccia dimenticare i lati oscuri del quotidiano? Il Servizio pubblico perché offre svaghi così malinconici, bolliti e dissipati? A condurre «L’anno che verrà», al posto di Carlo Conti, c’era Flavio Insinna, insieme con Nino Frassica. Ha ragione Tommaso Labranca: «Simili passaggi di consegne nell’ormai esiguo erbario di conduttori da Raiuno ricordano la sostituzione dell’Imu con la Tasi: nulla cambia, tutto peggiora».

Il grande veglione di Capodanno in diretta dal Forum Sport Center di Dolonne era in realtà un grande spot delle Funivie Monte Bianco, del Comune di Courmayeur, della Valle d’Aosta, regione autonoma, molto privilegiata (anche qui presidente faccia in fretta). Così le povere vecchiette e i poveri vecchietti – quorum ego – che hanno assistito al programma, hanno dovuto sorbirsi Al Bano (vive in Rai), Pino Daniele, Santa Esmeralda, Ritchie Family, Gibson Brothers, Audio 2, Simona Molinari, Moreno, Patty Pravo («Pazza idea di far l’amore con lui, pensando di stare ancora insieme a te…»). L’aspetto più ridicolo è che né Insinna né Frassica sapevano pronunciare il nome di Courmayeur (ci vuole tanto per un attore italiano?). Se la Rai va migliorata, bisogna iniziare anche dai programmi che manda in onda.
P.S. Il discorso d’addio del presidente Giorgio Napolitano è stato «snaturato» da una brutta regia e dai tagli di montaggio che ne hanno alterato il ritmo, levando evidentemente molte pause. E dire che a volte i silenzi parlano, e molto.

http://www.corriere.it/spettacoli/15_gennaio_02/se-veglione-rai-diventa-spettacolo-fantozziano-ebc1bbb4-9246-11e4-aaf8-f7f9176948ef.shtml