11 gennaio 2015 | 12:12

Gli articoli di Oriana Fallaci sul terrorismo e il rapporto dell’Occidente con il mondo islamico

Oriana Fallaci ha affrontato molte volte nei suoi articoli e nelle sue interviste i tema del terrorismo e del rapporto dell’Occidente con il mondo islamico. Dopo i tragici fatti di Parigi, il Corriere della Sera ha scelto di ripubblicare alcuni interventi della grande giornalista, che – come osserva il quotidiano – “mantengono a distanza di anni una forza, un valore e un fascino straordinari”. Dopo l’intervista a una terrorista palestinese ripubblicata venerdì 8 gennaio, oggi il Corriere ripropone l’articolo sulla Francia uscito sul quotidiano l’8 giugno 2002.

Oriana Fallaci

Ecco alcuni passi significativi:

I giacobini d’oggi non sono ex tagliateste che credono o credevano in Robespierre: sono gente come me. Gente che crede alla Libertà e che di conseguenza non si lascia intimidire dai manganelli, dai ricatti, dalle minacce. Gente che ragiona con la propria testa e che di conseguenza dice pane al pane e vino al vino. Gente che non lecca i piedi a nessuno e che di conseguenza strilla come il fanciullo della fiaba di Grimm: “Il re è nudo!”. Gente che ha la coscienza pulita e che di conseguenza può permettersi il lusso di combatter sia i fascisti neri sia i fascisti rossi: affermare che oggi la Destra e la Sinistra sono i due volti della medesima faccia. La faccia del cinismo e dell’ ipocrisia. Gente, infine, che ha il coraggio di difendere la propria terra. La propria patria, la propria cultura, la propria identità. E non vuole invasori che approfittandosi della nostra tolleranza, delle nostre leggi, della nostra ospitalità, mirano a imporci il burkah o il chador. A conquistarci, a dominarci, come conquistarono e per otto secoli dominarono il Portogallo e la Spagna.

La moda (del politically correct, ndr) che permette di stabilire un nuovo terrorismo intellettuale: quello di sfruttare a proprio piacimento il termine «razzismo». Non sanno che cosa significa eppure lo usano lo stesso, con tale impudenza che è inutile riferirgli l’ opinione degli intellettuali afro-americani i cui antenati erano schiavi e i cui nonni hanno subito gli orrori del vero razzismo: “Speaking of racism in relation to a religion is a big disservice to the language and to the intelligence. Parlar di razzismo in rapporto a una religione è far torto alla lingua e all’ intelligenza”… Mi riferisco al marocchino che in un articoletto pubblicato in Italia ha scritto che la mia mancanza di simpatia verso l’ Islam è dovuta agli smacchi che avrei avuto con gli uomini arabi. (Da un punto di vista sessuale e sentimentale, s’intende). A questo signore rispondo che, graziaddio, io non ho mai avuto a che fare con un uomo arabo. A parer mio v’è qualcosa, negli uomini arabi, che disgusta le donne di buon gusto. Gli rispondo anche che la sua volgarità prova in pieno il disprezzo che gli uomini arabi vomitano sulle donne. Un disprezzo che contraccambio di tutto cuore.

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