Comunicazione, New media

13 gennaio 2015 | 12:39

“Una vita da social”, al via al Quirinale la campagna per sensibilizzare sui pericoli della Rete, organizzata da Polizia, Miur e Garante per l’Infanzia

(ANSA) – Sono già centinaia i ragazzi arrivati in Piazza del Quirinale per l’avvio alla campagna educativa “Una Vita da Social”. Organizzato dalla Polizia di Stato in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ed il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza per sensibilizzare i più giovani sui rischi e i pericoli della rete, il progetto coinvolgerà, fino al prossimo 5 giugno, 59 città italiane. Con il contributo delle maggiori società del web è stato allestito un truck di oltre 18 metri che diventerà un’aula multimediale itinerante che si fermerà nelle piazze di 59 città, dove personale della Polizia postale incontrerà studenti, insegnati e genitori per offrire consigli su una navigazione sicura.

Il 55% degli studenti accedono ai social durante l’orario scolastico tramite smartphone, due studenti su tre sono preoccupati dai cyberbulli e per l’80% i social svolgono un ruolo importante o fondamentale nelle relazioni interpersonali. E’ il quadro che emerge da una ricerca della polizia di stato condotta da Skuola.net nell’ambito della campagna “Una vita da social”. Il sondaggio, al quale hanno partecipato circa 2 mila studenti, il 10% tra gli 11 e i 13 anni, il 67% tra i 14 e i 17 anni, il 22,5% tra i 18 e i 20 anni, sembra evidenziare, tuttavia, un minor tempo speso dai giovani davanti a pc, tablet e cellulari: alla domanda “Quanto tempo al giorno passi sui social network?”, infatti, il 22,8% risponde, nel 2014 “sono sempre connesso”, mentre la percentuale era del 37,1% l’anno precedente. Il 48,7% quando il proprio smartphone è senza connessione, si sente infastidito, ma risponde che “può aspettare” mentre il 16,4% è in ansia; al 34,9% la cosa non crea invece alcun problema. Il 55,4% ritiene comunque che il cyberbullismo stia diventando un fenomeno sempre più violento e frequente e la metà degli intervistati ammette che nella propria scuola ci sono stati fenomeni di cyberbullismo che tuttavia non li hanno coinvolti. Infine l’80,6% afferma che esiste un gruppo watshpapp di cui fanno parte solo gli studenti.

“Credo che la rete sia una risorsa straordinaria e un mezzo potentissimo di comunicazione, capace di incidere profondamente nel nostro modo di essere comunità, cambiando radicalmente le nostre abitudini e le nostre relazioni. Ma sappiamo quanto un suo uso distorto possa avere conseguenze drammatiche per chi vi si avvicina senza tener conto che la rete viene impiegata anche da soggetti molto pericolosi”. Lo afferma il presidente Giorgio Napolitano in un messaggio al capo della Polizia, Alessandro Pansa in occasione della presentazione della seconda edizione della campagna educativa “Una Vita da Social”, organizzata dalla Polizia di Stato. “Sono molto lieto che questa seconda campagna di informazione per un uso consapevole del web, dedicata agli studenti più giovani – scrive Napolitano – prenda l’avvio dalla piazza del Quirinale dandomi l’opportunità di far pervenire a Lei e, per suo tramite, alle centinaia di ragazzi che seguiranno l’importante iniziativa, il mio incoraggiamento e i miei auguri più affettuosi”. “Apprezzo, quindi, particolarmente quest’iniziativa e l’impegno espresso dalle strutture educative e da quanti hanno a cuore i problemi dell’infanzia e dell’adolescenza che collaborano a questo progetto della Polizia di Stato per la diffusione della legalità nella rete e con la rete e, nel ringraziarLa, estendo a quanti parteciperanno ad essa il mio più caloroso saluto”, conclude il Presidente.