New media, Televisione

15 gennaio 2015 | 15:04

Per l’Agcom occorre adeguare le norme del sistema televisivo al nuovo mercato dei servizi via web. Avviata un’indagine sulla produzione indipendente. Si va verso un Testo Unico dei regolamenti del settore

(Ansa) Adeguare le norme che regolamentano il settore tv al mercato in evoluzione e ai nuovi servizi offerti via Internet: è la conclusione alla quale è arrivata l’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, che ha chiuso l’indagine conoscitiva sulla ‘Televisione 2.0 nell’era della convergenza’.Il Consiglio dell’Agcom ha deciso anche di avviare una specifica indagine conoscitiva sul settore della produzione audiovisiva europea indipendente e una razionalizzazione dei regolamenti vigenti in uno schema di Testo unico che sarà sottoposto a consultazione pubblica.

Antonio Martusciello (foto Formiche)

Antonio Martusciello (foto Formiche)

Il Consiglio dell’Autorità, ha approvato il 13 gennaio, relatore il commissario Antonio Martusciello, “un pacchetto di delibere tutte relative all’evoluzione del settore televisivo ed al suo impatto sulle politiche regolamentari. La prima delibera riguarda la chiusura dell’indagine conoscitiva sulla ‘Televisione 2.0 nell’era della convergenza’ per verificare la coerenza della regolamentazione esistente con le dinamiche di un mercato in profonda evoluzione. L’indagine ha fatto emergere l’esistenza di asimmetrie normative tra la televisione lineare e i nuovi servizi offerti via Internet e la necessità di ridefinire gli aspetti salienti dell’attuale disciplina”.
“La produzione audiovisiva europea e indipendente – commenta Martusciello – è particolarmente interessata dai mutamenti strutturali del mercato televisivo. Tale settore presenta un impianto giuridico non in linea con l’evoluzione tecnologica e ciò determina potenziali inefficienze, come dimostra il sempre crescente numero di istanze di deroga che l’Agcom riceve”. A far discutere nelle scorse settimane era stata in particolare la deroga, concessa alla Disney, all’obbligo di destinare il 10% della propria programmazione in produzioni europee indipendenti.
“Di conseguenza – spiega ancora il commissario – l’Autorità ha deciso di avviare su tale settore una specifica indagine conoscitiva con l’obiettivo di favorire un incontro più efficiente tra domanda ed offerta alla luce dell’aumento dei canali e dei soggetti operanti e, ove necessario, segnalare al Parlamento e al Governo l’esigenza di un aggiornamento del quadro normativo”.
“Complementare a tale iniziativa – aggiunge – è stato, infine, l’avvio di un percorso di razionalizzazione dei regolamenti vigenti attraverso uno schema di Testo unico che racchiude le delibere adottate in materia a partire dal 2009, semplificandole ed aggiornandole, che verrà sottoposto a consultazione pubblica”. I vari interventi, conclude, “sono legati tra loro dalla comune esigenza di pervenire, attraverso il confronto con tutti gli attori del mercato, ad un continuo aggiornamento della regolazione del settore dei servizi audiovisivi nel segno della proporzionalità ed efficienza, in coerenza con il processo di evoluzione della normativa dei media audiovisivi in atto anche in Europa e nell’ottica di garantire sempre di più gli interessi degli utenti e la corretta competizione tra le imprese”.

Scarica o leggi il comunicato Agcom (docx)