21 gennaio 2015 | 10:59

L’Ordine dei giornalisti contro i contratti-ricatto per i collaboratori. Il caso dei quotidiani Finegil

Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, riunito a Roma nei giorni 20, 21 e 22 gennaio 2015, ha approvato all’unanimità un ordine del giorno contro lo “sfruttamento dei giornalisti e i contratti-ricatto per i collaboratori”.
“In questo inizio di 2015″, afferma il documento “si moltiplicano le notizie su contratti vergognosi proposti a collaboratori pena il mancato rinnovo. Riduzioni del compenso e pezzi pagati pochi euro. Eludendo anche la legge sull’Equo compenso con clausole che non prevedono, ad esempio, il pagamento di video e foto, dirette web, oppure dando compensi irrisori per articoli che superano il minimo ‘concordato’. Con la beffa che chi più lavora meno viene pagato e meno diritti ha”.

Enzo Iacopino, presidente dell’Ordine dei giornalisti


Il Consiglio nazionale dell’Ordine esprime “la più ferma condanna per un fenomeno che si sta espandendo in maniera preoccupante nelle aziende editoriali e mette a rischio la professione giornalistica e la libera informazione”.
L’Ordine nazionale dei giornalisti avvierà un’attività di monitoraggio, in accordo con gli Ordini regionali, per garantire il rispetto della Carta di Firenze. Saranno segnalati ai Consigli di disciplina i comportamenti della catena di comando ritenuti contrari alla deontologia e alla solidarietà tra colleghi, siano essi dipendenti o free lance.
L’Ordine – conclude il documento – si riserva infine di ricorrere a strumenti anche legali per garantire la tutela del diritto dei cittadini all’informazione e della dignità professionale dei giornalisti e il rispetto delle norme vigenti da parte delle aziende editoriali.
Uno dei casi emblematici, secondo il Consiglio nazionale dell’Ordine, è quello, segnalato in questi giorni all’Ordine, di due giornali della Finegil-Gruppo Espresso: La Città di Salerno e il Centro di Pescara.
Sul caso si è espresso il 20 gennaio anche la Consulta dei presidenti e dei vice presidenti dell’Ordine, esprimendo “totale solidarietà ai collaboratori dei quotidiani La Città di Salerno e Il Centro  di Pescara che si sono visti recapitare nei giorni scorsi la copia del contratto di collaborazione per l’anno 2015  con drastiche e mortificanti riduzioni dei compensi”.
“I nuovi contratti”, afferma la Consulta, “applicano strumentalmente e solo parzialmente la legge dell’equo compenso (sulla quale il Tar si pronuncerà il 28 gennaio su ricorso del Cnog), svilendo il lavoro degli stessi collaboratori. Si prevede tra l’altro che, superata la soglia massima dei primi 288 articoli pagati, venga corrisposto un forfait di 120 euro annui, cioè dieci euro mensili a prescindere dal numero”.
I contratti “proposti”  fanno riferimento a servizi pubblicati e comprendono anche foto e video e nulla viene corrisposto per articoli più brevi di 1.600 battute. Questi ultimi, infatti, vengono inseriti nel ‘compenso’ di dieci euro mensili. Ogni somma è comprensiva di tasse, spese e di quanto sarebbe dovuto per servizi fotografici o video prodotti.
Per i contributi sul web, inoltre, non è previsto alcun compenso. Ne consegue  una drastica riduzione della media dei già bassissimi compensi  corrisposti a decine di collaboratori che, con il loro costante impegno quotidiano, garantiscono da anni l’uscita dei due giornali con un’informazione capillare.
“Per la Finegil Espresso si può vivere con 4.910 euro l’anno, tasse e spese comprese”, commenta il documento della Consulta. “I presidenti e i vice presidenti invitano i direttori e tutta la catena di comando ad opporsi a questa iniziativa che viola i diritti più elementari di colleghi che con il loro lavoro arricchiscono  quotidianamente l’informazione delle testate”.