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27 gennaio 2015 | 18:21

La via d’uscita dalla crisi passa dalla politica. Lo dicono Squinzi, Tronchetti Provera, Bonomi e Lupi al ‘Quattroruote Day’

Palazzo Mezzanotte, già sede della Borsa milanese, ha ospitato questa mattina il convegno “L’auto oltre la crisi” organizzato da Quattroruote con la partecipazione del Presidente di Confindustria Giorgio Squinzi,del Ceo di Investindustrial Andrea Bonomi e di quello della Pirelli Marco Tronchetti Provera. Unanime la loro presa di posizione nei confronti del mondo della politica, al quale hanno chiesto un aiuto sostanziale perché possano essere create le condizioni per un rilancio dell’economia del Paese basato sulla congiuntura favorevole di questo momento (la debolezza dell’euro nei confronti di altre valute e il ribasso del costo delle materie prime).

In particolare, riporta il comunicato stampa, Squinzi ha sottolineato come il settore dell’automotive, che consacra ogni anno 3 miliardi di euro alla ricerca e sviluppo, abbia bisogno di un sostegno a tali investimenti che vada oltre quanto fatto finora dal Governo, giudicato insoddisfacente: quello che serve, ha sottolineato Squinzi, è un credito strutturale d’imposta che sostenga gli investimenti in ricerca e sviluppo.

Una testi condivisa da Tronchetti Provera, secondo il quale le speranze di una ripresa sono attualmente legate più alle condizioni congiunturali esterne che a quanto fatto dalla politica. Il risultato è che oggi non c’è industria dell’auto disposta a venire a investire in Italia; e che quando la Fiat ha spostato il proprio baricentro all’estero, nessuno si è chiesto perché e che cosa si potesse fare per impedirlo. Il problema è che non ci sono le condizioni per favorire questi investimenti e che, se non le si crea, il Paese non cresce.

Ma quali sono tali condizioni? La risposta viene da Andrea Bonomi, per il quale “l’Italia ha un potenziale enorme, soprattutto nelle produzioni di nicchia e nel settore del lusso; però gli investimenti sono frenati dalla burocrazia e dalla mancanza di infrastrutture. “Se costruiamo un parco a tema Ferrari in Spagna e non a Modena”, ha sottolineato Bonomi, è perché in Spagna ci è stata fornita l’alta velocità e ci sono stati assicurati sconti fiscali sugli investimenti. Questo è quello che serve in Italia”.

Al convegno ha preso parte anche in video il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi che ha colto l’occasione per ribadire come i Comuni, a partire da quello di Milano, devono rispettare il Codice della strada (l’allusione era in particolare allo sforamento meneghino dei termini di notifica delle contravvenzioni, recentemente diventato sistematico) e che non devono utilizzare le multe come “un sistema per far quadrare i bilanci delle pubbliche amministrazioni”. Lupi ha inoltre ribadito il proprio impegno in favore dell’abolizione del superbollo sulle auto di lusso.