New media

28 gennaio 2015 | 11:09

Le autorità cinesi accusano Alibaba, il gigante delle vendite on line, di permettere la vendita di prodotti falsi

(ANSA) – Le autorità cinesi hanno criticato aspramente, attraverso un dossier presentato dall’amministrazione statale dell’industria e del commercio, il gigante delle vendite online Alibaba, perché permette la vendita di prodotti contraffatti o che non soddisfano gli standard nazionali di sicurezza. Il dossier è stato pubblicato stamattina sul sito dell’autorità ed è un risultato di un’audit avvenuta lo scorso luglio, ma i cui risultati sono stati rinviati a dopo la mega Ipo che ha portato a settembre la quotazione record di 25 miliardi di dollari di Alibaba a New York. E’ la prima volta che avviene una denuncia simile.

Jack Ma, presidente di Alibaba (foto Xinhua)

Jack Ma, presidente di Alibaba (foto Xinhua)

Secondo le accuse, la maggior parte dei falsi e dei prodotti scadenti vengono venduti sulle piattaforme Taobao (il più usato sito di commercio elettronico in Cina) e Tmall. Non solo: ad Alibaba vengono mosse anche accuse di aver permesso a società senza licenza di vendere online tramite le piattaforme elettroniche del gigante dell’e-commerce. Taobao aveva già reagito ad accuse del genere, pubblicando una lettera aperta nella quale si accusavano le autorità di voler agire senza prove contro la società. La lettera è stata poi ritirata e alcuni dipendenti sono stati incolpati di averla messa online senza autorizzazione. L’amministrazione statale del commercio ha effettuato dei controlli a campione, sulla piattaforma, acquistando un centinaio di articoli e trovandone totalmente in regola solo meno di venti, con più del 50% falsi e il resto solo non conformi agli standard qualitativi. Alibaba ha sottolineato come sia impegnata nella lotta al falso (accuse già mossegli in passato, quella di vendere prodotti contraffatti), avendo speso tra il 2013 e il 2014 oltre 161 milioni di dollari in questa battaglia.