Editoria

28 gennaio 2015 | 15:12

Siddi al Congresso di Chianciano: “Nonostante le critiche, Fnsi ha difeso welfare e ruolo sindacato. Ora occorre esercitarsi per il prossimo rinnovo. Servono ulteriori riforme di sostanza”

(ANSA) – “Qualcuno ha sostenuto che siamo andati fuori dalle linee del congresso di Bergamo. Non è vero, abbiamo seguito quelle linee in particolare sulle politiche del lavoro e della lotta alla precarietà. Abbiamo dovuto fare i conti con realtà del lavoro devastante. I diritti dei lavoratori sono motivo di sviluppo, non un cancro maledetto. I nostri editori, nella maggioranza, hanno assecondato con faciloneria politiche di austerità. Aree sempre più ampie delle aziende spingono verso forme di flessibilità al limite con la legittimità, non abbiamo mai accettato questa tendenza e non ci siamo arresi”.

Franco Siddi, Fnsi (foto Refusi)

Franco Siddi, Fnsi (foto Refusi)

Lo ha detto il segretario uscente della Fnsi, Franco Siddi, nella sua relazione al Congresso di Chianciano. “Stiamo lavorando per invertire la tendenza, ma ci vorrà del tempo – ha proseguito -. Non ci ha mai convinto l’idea che licenziando alla fine si finisca per assumere qualcuno. Dobbiamo essere alleati di chi è impegnato su questo terreno. Il lavoro è la base della dignità delle persone. La stampa ha prestato voce a questi cambiamenti, ma poca attenzione alle voci della protesta e dell’alternativa. C’è un problema di sostenibilità, la strada della finanza speculativa non avrà sbocchi, dobbiamo costruire una nuova strada”. Siddi ha ricordato che “nel 2010 c’erano 17 mila giornalisti attivi, oggi sono circa 16 mila. Nel 2009 c’erano 6 mila pensionati, oggi sono 8 mila e 200. Più di un pensionato per due che lavorano. Occorre rimettere in moto il mercato del lavoro. Con ultimi due governi abbiamo siglato patti importanti per il sostegno di nuove assunzioni e l’accompagnamento alla pensione. Siamo in cammino e questo cammino deve continuare con rigore e attualità. Sarà determinante un nuovo impegno, servono ulteriori riforme di sostanza, nuove regole di democrazia economica per l’editoria, forme di partecipazione dei lavoratori alla verifica dell’attività aziendale, per esempio dove sono utilizzati fondi pubblici”. Siddi ha ricordato che negli ultimi sette anni la Fnsi ha stipulato due contratti nazionali che “hanno realizzato una grande redistribuzione di reddito. Inpgi, Casagit e Fondo Complementare sono stati al centro, perché lì sta il pilastro delle nostre garanzie. Abbiamo il dovere di lavorare per evitare conflitti tra generazioni. Chi vuole contesti pure. Nel tempo dei contratti che non si fanno, nel tempo dei rinvii, alcuni avrebbero voluto un rinvio per incassare un dividendo politico interno. L’ultimo rinnovo è un risultato che considero straordinario, lo rivendico con forza. Il tempo delle finzioni non paga, il tempo sarà buon giudice e buon maestro. Ricordo che alcuni colleghi che hanno sostenuto aggressioni alla Fnsi e ai suoi dirigenti, venivano nella mia stanza a dire di firmare il contratto, salvo poi sostenere che era stato negato il negoziato e la partecipazione. Abbiamo seguito un percorso trasparente, con un lavoro di fatica democratica immenso”. “Ora occorre esercitarsi per il prossimo rinnovo – ha proseguito Siddi -, ma intanto c’è un contratto robusto, invidiato in ogni parte del mondo. La vecchiaia del contratto non impedisce di includere nuovi giornalisti. Piaccia o non piaccia, abbiamo ottenuto due due risultati importanti: il sostegno al welfare per i giornalisti colpiti e la riaffermazione del ruolo del sindacato”.