Protagonisti del mese

30 gennaio 2015 | 15:38

Il rullo di Gubitosi

Con l’ardito progetto ‘Riposizionamento dell’offerta informativa della Rai nel nuovo mercato digitale’, da mesi all’esame della commissione di Vigilanza, il direttore generale Luigi Gubitosi vuole spianare l’assetto dell’informazione Rai per ricostruirlo secondo criteri di sostenibilità economica e politica. 1.500 giornalisti e un migliaio di tecnici tremano all’idea  di essere travolti da questa furia organizzativa

Già il titolo del documento di riforma del settore informativo Rai – ‘15 dicembre’ – ha un sapore polemico. Il riferimento è alla data storica della prima riforma dell’Ente Radiotelevisivo di Stato che vide nascere nel settembre 1979 i tre telegiornali ripartiti secondo le forze che allora capitanavano la scena politica (Democrazia cristiana, Partito socialista e Partito comunista), riforma che si completò giustappunto il 15 dicembre successivo con il debutto della TgR, il telegiornale regionale, come testata autonoma.
Il 23 settembre scorso la commissione di Vigilanza presieduta dall’onorevole Roberto Fico aveva convocato un’audizione per ascoltare il direttore generale di Viale Mazzini, Luigi Gubitosi. A dover fare da relatore ed esprimere il parere della Vigilanza era stato scelto Pino Pisicchio, personaggio di non gran rilievo politico che oggi fa parte del Gruppo Misto, dopo aver militato nelle fila di Di Pietro ed essere passato all’Unione di centro. A metà gennaio, Pisicchio avrebbe dovuto prendere la parola, ma tutto è stato di nuovo rinviato sine die. Argomento troppo bruciante per la politica e su cui la Vigilanza è chiamata a esprimere un atto di indirizzo non vincolante, anche se non smette di rivendicare un maggiore potere di interdizione.

L’articolo integrale è sul mensile Prima Comunicazione n. 457 – Gennaio  2014