Editoria

30 gennaio 2015 | 9:57

Il prossimo numero di Charlie Hebdo sarà in edicola non prima di metà febbraio

(ANSA) Il prossimo numero di Charlie Hebdo, dopo l’edizione dei ‘superstiti’ uscito in edicola appena una settimana dopo la strage jihadista nella redazione del settimanale satirico, dovrebbe uscire non prima di “metà febbraio”: lo scrive il quotidiano Libération, che all’indomani di quei tragici eventi ha accolto i giornalisti decimati di Charlie nella propria redazione parigina. Fino ad oggi, l’edizione dei sopravvissuti, con Maometto in copertina è la scritta ‘Je suis Charlie-Tout est pardonné’ è stata distribuita in 7 milioni di esemplari: 6.300.000 in Francia, 700.000 all’estero. Per questa settimana sono previste altre trecentomila copie supplementari. Un record senza precedenti per la stampa transalpina. Stanca e traumatizzata ha però ora bisogno di riflettere sul futuro anche se una cosa è certa: “Charlie continuerà”. La nuova edizione di Charlie sarebbe dovuta uscire questo mercoledì, poi mercoledì prossimo. Ma per trovare in edicola il numero 1179 si parla ormai di “metà febbraio”, spiega Libération. Per l’avvocato della redazione, Christophe Thévenet, l’equipe ha “bisogno di tempo. Faranno il prossimo numero quando saranno in grado di farlo”. Per ora, bisogna decidere di molte questioni legate al futuro. A cominciare da quanto tempo continueranno a lavorare nella stanza messa a loro disposizione a Libération. “In un primo tempo, dobbiamo stare a casa: abbiamo bisogno di raccoglierci. Ora è il momento di riflettere individualmente e collettivamente”, dice Gérard Biard, caporedattore di Charlie, spiegando che “c’è quello che ognuno ha voglia di fare per se’ e poi c’è quello che abbiamo voglia di fare per il giornale (…) La sola cosa certa è che Charlie Hebdo continuerà”. Tra i punti già decisi, c’è la nomina come direttore del vignettista Riss, ferito durante l’assalto dei fratelli Kouachi. C’è poi la gestione della valanga di finanziamenti giunti dopo la strage: quasi 2 milioni di euro. A questo, si aggiungono gli introiti derivanti dall’eccezionale tiratura dell’ultima edizione. Soldi che andranno al giornale, alle famiglie delle 17 vittime, ma anche ad un “fondo di dotazione per aiutare i giornali satirici attraverso il mondo”, spiega l’avvocato Thévenet, sottolineando che “sarà un lavoro di lungo corso per creare un sacco di altri Charlie Hebdo nel mondo, per aiutare i cugini di altri Paesi. E’ la migliore risposta possibile”. Oltre ai soldi, Charlie Hebdo ha registrato ottantamila nuovi abbonamenti (prima dell’attentato erano appena diecimila). “E’ sicuro che tutto questo da molta visibilità – continua Thévenet – oggi, il giornale ha i mezzi per continuare. Ora spetta alla redazione organizzarsi. Bisogna superare il trauma, misurare lo sforzo di ripubblicare il giornale tre giorni dopo l’attentato. Piangevano disegnando! Nessuno può uscire indenne da una cosa così”. “Prima ancora di giornalisti e vignettisti si tratta di uomini e donne”, conclude il legale. (ANSA, 29 gennaio 2015)