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30 gennaio 2015 | 11:25

Secondo un’indagine Eurispes gli italiani sono superconnessi. Il 96% ha un profilo Facebook, ma quasi 1 su 2 teme per la propria privacy

(AGI) – Gli italiani sono iperconnessi: il 67% ha uno smartphone, il 59,9% acquista on line, il 53% controlla il proprio conto bancario e praticamente tutti hanno un profilo Facebook (95,7%) ma il 43,1% degli italiani ha sentito violata la propria privacy. E’ quanto emerge dal rapporto Eurispes. Dai dati risulta che l’apparecchiatura tecnologica piu’ diffusa nelle famiglie italiane risulta essere lo smartphone (67%).
La diffusione dei telefoni cellulari collegati a Internet batte dunque, seppure di poco, quella dei computer portatili (64,4%), dei computer fissi (62,7%), dei lettori DVD (62,6%). Circa un terzo del campione afferma di possedere un tablet/iPad (36,8%), l’abbonamento alla Tv a pagamento (36%), una smart tv (33,3%), un lettore mp3/ipod (30,7%), una consolle per videogiochi (Playstation/PSP/Xbox/Wii) (29,1%). Solo l’11,3% ha un e-book. In quale modo si usa il telefonino? Chiaramente per chiamare ed essere chiamati (99,5%) e inviare e ricevere sms (88%). Molto diffusa e’ anche l’abitudine di fare foto/filmati (65,3%), inviare/ricevere foto/video (64,1%), navigare su Internet (61,2%), comunicare tramite WhatsApp e altre applicazioni di messaggistica (60,6%). La meta’ degli intervistati usa le applicazioni. Riferisce di usare i Social Network (Facebook, Twitter ecc.) tramite smartphone il 41,8% del campione. Il 40,2% usa il telefonino anche per lavorare, il 34,2% ascolta la musica, quasi un terzo (31,1%) gioca. Invece Internet viene soprattutto per cercare informazioni di interesse personale (98,4%) e inviare e ricevere email (88,2%) e dalla larga maggioranza per guardare filmati su YouTube (64,6%) e utilizzare Social Network (60%). Sono ormai la maggioranza di chi naviga coloro che fanno acquisti on line (59,9%) e controllano il proprio conto bancario (53%). Il 48,5% scarica musica/film/giochi/video. La quasi totalita’ del campione (95,7%) è attiva su Facebook. In molti anche su Twitter (43,2%), Google+ (40,1%), Instagram (34,2%), e Linkedin (20,9%). Ben il 43,1% di chi ha un profilo su Facebook afferma di aver sentito violata la propria privacy perchè qualcuno ha pubblicato online foto in cui era presente; il 15,5% ha provato questa sensazione vedendo pubblicato un video in cui era presente; il 14,3% ha sentito violare la propria privacy da frasi pubblicate on line che rivelavano suoi fatti personali.