02 febbraio 2015 | 16:32

Dall’analisi dei tweet nasce la mappa dell’intolleranza italiana. La misoginia al primo posto

Quanto sono intolleranti, misogini, razzisti gli italiani? Prova a rispondere a questa domanda la prima Mappa dell’intolleranza italiana (VIDEO) promossa dall’associazione Vox – Osservatorio italiano sui diritti e realizzata dall’agenzia milanese Network Comunicazione partendo dall’analisi e dalla geolocalizzazione dei tweet. “Abbiamo mappato i tweet che riguardavano omofobia, razzismo, misoginia, antisemitismo e intolleranza verso i disabili”, spiega Silvia Brena cofondatrice di Vox e ceo di Network Comunicazione, “grazie a un software messo a punto dal dipartimento di informatica dell’Università Aldo Moro di Bari, e a una semantica (scelta delle parole sensibili) individuata da un team di Psicologi della Sapienza Università di Roma coordinata da Vittorio Lingiardi”. Due gli elementi più rilevanti: l’intolleranza è polarizzata al nord e al sud, il maggior numero di tweet intolleranti è contro le donne. La Mappa verrà donata ai comuni, alle Regioni, alle scuole e a chiunque abbia bisogno di fare un’efficace azione di prevenzione sul territorio.
Più di un anno di lavoro, otto mesi di monitoraggio di Twitter, 1.800.000 tweet estratti nel periodo di rilevazione (gennaio-agosto 2014) per mappare l’odio razziale, l’omofobia, l’odio contro le donne e contro i diversamente abili, l’antisemitismo.
Network Comunicazione, che ha ideato il concept del progetto – spiega un comunicato – ha poi finalizzato il lavoro di raccolta dati e di analisi con un format altamente innovativo, attraverso la creazione di vere e proprie mappe infografiche di decodifica del sentiment della rete. La geolocalizzazione dei messaggi, punto di forza del progetto, ha consentito la definizione delle zone, in Italia, dove l’intolleranza è maggiormente diffusa. Con il supporto e il coinvolgimento di tre università, Milano (Dipartimento di diritto pubblico italiano e sovranazionale) , Roma e Bari, sono state prodotte 5 mappe termografiche (per ciascun gruppo esaminato) in grado di evidenziare diffusione e concentrazione del fenomeno.
Dai risultati – prosegue il comunicato – due sono gli elementi emersi in modo più rilevante. Complessivamente la distribuzione dell’intolleranza, considerati i 5 gruppi, è polarizzata soprattutto al Nord e al Sud, poco riscontro invece nelle zone del centro come Toscana, Umbria, Emilia-Romagna. Una situazione che si capovolge per quanto riguarda l’antisemitismo, fenomeno in evidenza soprattutto nel Lazio e nel centro Italia. Va segnalato un picco significativo in Abruzzo, nell’area tra L’Aquila, Chieti, Pescara e Teramo. L’antisemitismo è presente anche in alcune zone del Nord e del Sud Italia.

La Mappa dell’intolleranza

 

La Mappa dell’intolleranza

Il secondo dato riguarda la misoginia, sulla quale si concentra la maggiore proliferazione di tweet intolleranti. Il numero di tweet contro le donne, infatti, in 8 mesi è arrivato a 1.102.494, con 28.886 tweet geolocalizzati. Le offese contro le donne hanno registrato una distribuzione nazionale piuttosto uniforme con picchi in Lombardia, Campania, aree tra il sud dell’Abruzzo e il nord della Puglia, Friuli-Venezia Giulia.
“Con Vox – Osservatorio italiano sui diritti e con i tre dipartimenti universitari di eccellenza”, conclude Silvia Brena, “abbiamo lavorato a quello che secondo noi è un importante progetto di prevenzione, che ci parla della possibilità di combattere i fenomeni di intolleranza sulla rete come il cyber-bullismo, nella consapevolezza che una parola scagliata come una pietra avvelena le menti e distorce il pensiero. E alla fine può farsi gesto”.